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Chiude l’ufficio Caccia e Pesca di Avezzano

di Pierluigi Palladini

Chiuso l’ufficio caccia e pesca, ex dipendenza della Provincia, di Avezzano. Decisione della Regione, che deve riassumere queste competenze in ottemperanza della Legge Delrio, ennesima spoliazione per Avezzano e per tutta la Marsica, nuova “svista” del “DiPangrazioSindaco” questa volta col di lui fratello il “DiPangrazioPresidente”.

Ma prima di parlare del fatto e di riportare la giusta presa di posizione dei consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi e Gianluca Alfonsi, c’è da segnalare una dichiarazione di due consiglieri comunali, dei quali evitiamo di riportare i nomi, che si sono posti il Goggiano (riferito a Loretta Goggi) “Che fretta c’era?” (la canzone continuava con maledetta primavera), nel chiudere questo ufficio visto che i tempi di attuazione completa della Delrio sono lunghissimi. Sarebbe come dire che il compianto Presidente dell’Ordine Forense Giovanni Colucci con i suoi successori Sandro Ranaldi e Franco Colucci, hanno avviato la lotta tropo presto per salvare il Tribunale visto che la delega dura oltre tre anni. Infatti è così che si favoriscono le spoliazioni del territorio. Ma il “Che fretta c’è?” se lo debbono essere raccontato anche “i due fratelli” che, convinti delle lungaggini e degli impedimenti burocratici all’attuazione della Delrio, hanno pensato che ci fosse tempo e modo per evitare questa chiusura. E invece no, perché un dirigente provinciale, il dottor Bonanni, ha fatto il suo dovere, e per tempo, ed è capitato così che consiglieri comunali, “i due fretalli” ma anche qualcuno all’interno dei cacciatori che ora vorrebbe proporsi come salvatore della patria avezzanese (anche se nato altrove), passando davanti all’ufficio caccia e pesca hanno trovato un bel cartello con scritto “Chiuso per trasferimento uffici a L’Aquila”. Il risultato, 1300 marsicani fra cacciatori e pescatori che dovranno fare i pendolari per le tasse, corsi, le verifiche, i permessi, i controlli e quant’altro si espletava in quell’ufficio. Milletrecento marsicani che, al pari di tutti gli altri interessati in tutta la Regione, pagano regolarmente le tasse, le iscrizioni e tutto quanto previsto. Ma evidentemente i marsicani non sono nemmeno figli di un dio minore, stiamo proprio in serie “B”, e questo per restare in un linguaggio consentito sulla stampa e in pubblico.

E qui entra in gioco il logico e stringente intervento della Mazzocchi e di Alfonsi: «Rispetto alle esternazioni dei consiglieri di maggioranza del Comune di Avezzano in tema di caccia e pesca c’è da fare un po’ d’ordine, visto che non lo fa lo stesso Partito Democratico che governa Provincia e Regione. Intanto i cittadini abruzzesi sappiano che la regione Abruzzo è l’ultima, ma proprio l’ultima delle regioni d’Italia a preoccuparsi di riprendere tra le proprie competenze le funzioni che finora hanno gestito in delega le province. Questo lo dispone la legge Delrio che per quanto discussa, criticata e bacchettata è comunque una legge che va rispettata. Tra gli effetti della legge quello, si ripete, di riprendere la diretta gestione di funzioni come la caccia e pesca. Nel frattempo il personale, come da legge, è andato via dalla provincia. Ma allora vogliamo dire tutta la verità? La chiusura dell’ufficio caccia e pesca di Avezzano come può sorprendere il Sindaco di Avezzano che è dirigente della provincia, e in quanto tale non può cadere certamente dalle nuvole di fronte alla decisione del collega dirigente Bonanni che ha semplicemente attuato quanto stabilito dalla norma, come deve fare un dirigente diligente e preparato.

Perché non si dice che questa manovra è l’ennesima insopportabile, architettata e scellerata spoliazione di servizi ad Avezzano ed alla Marsica dove risiedono ed operano centinaia e centinaia di cacciatori e pescatori che pagano regolarmente le tasse? E perché non si dice che il Presidente del Consiglio Regionale, fratello del sindaco, ben poteva, con tempo, perorare la causa della permanenza dell’ufficio caccia e pesca ad Avezzano visto che, come ben sa, ora questo servizio spetta alla Regione, trascurando dal 2014 (emanazione della legge Delrio) di lavorare con coscienza a tutela del proprio territorio. I richiami agli uomini di partito come al vice presidente della provincia Pisegna Orlando che è anche consigliere comunale ad Avezzano sanno di aria fritta e tendono ad affumicare una situazione invece molto chiara, visto che i buoi sono usciti perché le porte della stalla le ha aperte la regione consapevole e subdola di fronte ad un danno così grave per la Marsica. Avremo occasione di parlarne in sede di Consiglio Provinciale il giorno 21 impegnando il Presidente e l’intero Consiglio, con una mozione da discutere in via d’urgenza, affinché la regione disponga subito il ripristino dell’ufficio caccia e pesca. E nessuno faccia l’estremo difensore dalfonsiano perché non serve a risolvere il problema, anzi, piuttosto, si guardi solo agli interessi del territorio e la regione rifonda alla provincia tempestivamente le ulteriori somme spese per suo conto, che ce ne sono di cose da fare…e, ancora, nessuno faccia finta di non sapere perché sarebbe come fare tana quando si gioca a nascondino. Ma quando lo fanno i grandi è molto squallido».

E si, questa volta è colpa delle nuvole. Qualche altra dei soliti quattro sfigati, qualche altra ancora di rematori contro, di chi vuole male alla città, degli invidiosi, di chi vuole male e intanto la città muore.