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La rivolta di Via Aldo Moro

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Via Aldo Moro è ormai chiusa da mesi, dopo la voragine che si è aperta a seguito dei lavori in un cantiere. Via San Gabriele dell’Addolorata idem, solo che a tenere la strada chiusa è una vecchia fornace pericolante. E commercianti e residenti, dopo riunioni e confronti anche accesi, hanno deciso di dire basta.

A partire da lunedì, qualora nel fine settimana non arrivassero novità, annunciano azioni eclatanti: si parla dell’occupazione di Viale della Croce Rossa.

La decisione è stata presa in incontro che si è tenuto nella giornata di oggi tra i consiglieri del CTP7, i commercianti e i residenti di Viale Aldo Moro e Via San Sisto, i quali “sono giunti alla conclusione che la situazione di disagio, provocata dalla frana su viale Aldo Moro e dalla chiusura di via San Gabriele dell’Addolorata non è più sostenibile né tollerabile. Nonostante i vari incontri, pubblici e privati, tra commercianti e esponenti della giunta comunale, la situazione di stallo regna sovrana e intanto gli incassi dei commercianti e i disagi dei residenti permangono da 4 mesi” sottolineano in una nota.

Il CTP7, da parte sua, sta preparando una mozione da presentare nel prossimo consiglio comunale.

Una situazione che ha dell’incredibile. Massimo Cialente, in apprensione per le condizioni dei commercianti, aveva proposto nell’incontro con gli interessati il 4 ottobre scorso di “fare degli sgravi sulle tasse dei negozi in base ai cali del lavoro, almeno finché il problema non sarà risolto”. “Ci chiedono di aspettare tempi assurdi” – avevano ribadito i titolari delle attività. “La macchina burocratica non  funziona, ma c’è anche poco interesse da parte delle istituzioni. Una volta rifatto il muro di contenimento in viale Aldo Moro ci vorranno altri trenta giorni di attesa per riempire il terreno franato. Probabilmente tra un anno saremo ancora in queste condizioni”.

VIA ALDO MORO
VIA ALDO MORO

Sulla fornace, inoltre, c’è la questione del presunto vincolo industriale che ne impedirebbe l’abbattimento. In seguito alla richiesta fatta alla Soprintendenza appena due giorni fa, si evince che sulla ciminiera non insiste alcun vincolo culturale. Perché, allora, non si procede all’abbattimento? Si chiedono in molti. Lo stesso Cialente aveva assicurato che sarebbe stata messa in sicurezza e che proprio all’inizio di ottobre avevano consegnato tavole e tubi innocenti per il puntellamento direttamente al proprietario: ma anche in questo caso serve l’azione del Genio Civile.

Una burocrazia che non tiene conto della vita dei cittadini.

(E.F.)

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