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Arap a rischio chiusura, Benedetti insorge

La sede Arap (Azienda regionale per le Attività produttive) dell’Aquila è a rischio chiusura. “Un fatto gravissimo con conseguenze inaccettabili” dice il Presidente del Consiglio Comunale dell’Aquila Carlo Benedetti, che in una nota stigmatizza la decisione presa dal commissario ARAP Leombroni di riorganizzare l’ente attraverso anche il licenziamento o il demansionamento del personale.

Nella sede Arap dell’Aquila sono impiegate 11 unità di personale, di cui 2 con profili dirigenziali.

“Ritengo di dover intervenire, nella mia veste di presidente del Consiglio comunale, a tutela della città che, da questa scelta, uscirebbe impoverita e svuotata di una ulteriore realtà rappresentativa e operativa. Il tutto a favore della sede pescarese, dove viene concentrato il baricentro operativo e a cui sono rivolti progetti di potenziamento della struttura e dell’organico.” sottolinea Benedetti.

“Mi domando quali siano le analisi e le valutazioni che hanno condotto a questa risoluzione. La Regione sta assumendo funzioni che erano in capo alla Provincia, quali la viabilità, ad esempio, oppure le scuole, che potrebbero essere assegnate all’Arap in modo da salvaguardare questa realtà e i propri dipendenti. La cura dimagrante voluta dal commissario Leombroni riguarda, peraltro, tutte le 6 sedi Arap del territorio regionale, ad eccezione, per l’appunto, di quella costiera. Il tutto mentre si continuano ad assegnare incarichi esterni e senza procedure a evidenza pubblica.”

“Non possiamo permettere né tollerare una scelta che andrebbe gravemente a discapito del nostro territorio, in termini di rappresentatività, di crescita e di occupazione. Il piano va assolutamente fermato. Ritengo, come rappresentante istituzionale, di dover tutelare L’Aquila e gli aquilani da questa improvvida scelta e che i nostri rappresentanti in Regione, espressione del territorio aquilano, quali il vice presidente della giunta Lolli e il consigliere Pietrucci dovrebbero unirsi a questa battaglia.” conclude Benedetti