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Di Pangrazio brucia 15 assessori in 4 anni

di L.S.

Il Circo Barnum della politica non conosce soste al Comune di Avezzano: esce pure Daniela Stati, dopo appena nove mesi. E siamo a 15 assessori in quattro anni e mezzo, quasi un record.

Per Di Pangrazio gli assessori sono a scadenza come lo yogurt, durano pochi mesi e poi subito via.

E’ questa la tragica sintesi della politica dell’uomo solo al comando. Nella sua lettera di dimissioni, la Stati ha colto in pieno l’enorme conflitto di interessi in cui si è avvitato il Sindaco: “l’intera Giunta comunale – dice la Stati – è mobilitata soltanto per soddisfare le ambizioni dell’attuale presidente del Consiglio regionale, fratello del sindaco Gianni”.

E’ il tema largo del familismo, della cordata Gianni-Peppe, dello schiacciamento della Giunta sul PD, un tema già sollevato dalle opposizioni, ma che la Stati sottolinea in maniera semplice e cruda: “Successe già nelle elezioni scorse, quando tutti gli assessori e consiglieri [di maggioranza, ndr] lavorarono per l’elezione di Peppe – dice – e mi è parso di capire che si sta ripercorrendo lo stesso sistema per rieleggere prima il Sindaco e poi il fratello Peppe alla Camera”.
Parole come pietre, che meritano un approfondimento e che dovrebbero far riflettere i residui alleati dei dipangrazios. Parole che sintetizzano la cifra politica dell’azione dei dipangrazios, perché cambiare assessore ogni tre mesi è una maniera per mantenere tutto nella precarietà e governare nei fatti da soli, per portare avanti l’unico disegno che interessa per l’appunto i due fratelli: Gianni rieletto al Comune per lanciare Peppe alla Camera nel 2018. Tutto il resto è noia…
Le conseguenze di questa politica di stampo familistico sono molte ed evidenti. Il “programma di mandato”, sulla base del quale gli elettori hanno conferito fiducia al primo cittadino, è ormai carta da macero per le troppe promesse non mantenute e per i continui cambiamenti della maggioranza. Un caos amministrativo totale, una piccola politica opaca, la perdita di qualsiasi ancoraggio valoriale; sono le conseguenze della politica dei fratelli.

Ora però siamo a sei mesi dalle elezioni, gli strumenti dell’illusionista non bastano più. Chi sarà il prossimo assessore che si farà incantare dal flauto stonato dei dipangrazios, che accetterà di fare l’”assessore Yogurt” con un Sindaco in caduta libera come leadership e consenso?
La “politica dei due forni” non funziona più. Di Pangrazio ha esercitato per 4 anni una politica corsara, corteggiando destra e sinistra a seconda del contingente bisogno da soddisfare, facendo e disfacendo a proprio piacimento. Un modello che non può reggere, perché è impossibile soddisfare le troppe promesse fatte ai “fornai” che, a frotte, si presentano in Comune per riscuotere le troppe cambiali politiche firmate da Sindaco e fratello.
Di Pangrazio sarà la principale vittima della sua stantia formula politica, e finirà per bruciarsi nei troppi forni accesi e con i troppi fornai ai quali ha giocato al rialzo con irrealizzabili promesse. Non ha dimostrato una visione del mondo, non ha un’idea di sviluppo economico e sociale della città, non ha un pensiero politico, è ormai una carica di energia incontrollabile.
Di Pangrazio non si è accorto che ad ogni sua forzatura autoritaria, ad ogni assessore silurato, ad ogni promessa non realizzata, corrisponde un moto di crescente fastidio nella città, un’espansione del fronte largo che vuole risultati ed un cambiamento radicale dei modi dell’Amministrazione comunale ed anche regionale, dato il nulla fatto per la Marsica dal fratello Peppe.
E presto Avezzano avrà, è nelle cose, un nuovo progetto politico ed una nuova leadership: si innescherà a quel punto un moto indomabile di liberazione che travolgerà i dipangrazios e la loro antiquata politica.