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Cementir, la società fa muro: venerdì sciopero

di Eleonora Falci

Non ha portato i risultati sperati il tavolo nazionale di oggi a Roma che ha visto i sindacati confrontarsi con la Cementir, multinazionale che ha rilevato la Sacci negli scorsi mesi: la vicenda riguarda da vicino il nostro territorio, visto che appena una settimana fa è arrivata come una doccia fredda la lettera di messa in mobilità per 17 lavoratori dello stabilimento di Cagnano Amiterno.

L’azienda ha di fatto abbandonato il tavolo di trattativa. Ma non solo: “Il gruppo oggi ha superato il segno” dicono i sindacati, in una nota congiunta. “Ha chiesto di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio”. Come a dire: nessuna continuità con quanto detto e promesso negli scorsi mesi, quelli che hanno portato all’acquisizione di Sacci.

L’ennesima notizia negativa per i lavoratori che, in Abruzzo come nelle altre regioni interessate dalla vertenza (Lazio, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana) venerdì’ scenderanno in sciopero, protestando sotto alle sedi delle Regioni. Gli stessi sindacati hanno fatto richiesta di un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo Economico e hanno annunciato lo  stato di agitazione su tutto il territorio nazionale, bloccando straordinari e flessibilità.

“Ad oltre un mese dall’annuncio dell’azienda di licenziare 260 lavoratori – sottolinea la nota – abbiamo avuto solo due momenti di confronto con i vertici dell’azienda”.

Un atteggiamento di ostilità da parte della multinazionale sottolineato anche dal consigliere comunale di Cagnano Santucci, qualche giorno fa, al Capoluogo. “Ci siamo sentiti tutti i giorni con la società, in virtù anche della battaglia comune condotta la scorsa estate per il rinnovo della autorizzazione della cava. Poi le lettere di mobilità e il silenzio più assoluto”.