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Sacci, è stallo. Attesa per il tavolo con la dirigenza

Una situazione di stallo che rende tutto ancor più assurdo: i lavoratori della ormai ex Sacci, dopo la terribile notizia della mobilità per 17 di loro e dopo lo sciopero che ha registrato il cento per cento delle adesioni, sono in attesa di novità da parte della dirigenza della Cementir, multinazionale che nei mesi scorsi ha rilevato l’azienda italiana.

Novità che però non arrivano. C’è attesa per un tavolo in Regione, chiesto dal Vice Presidente Lolli, da tenersi prima del 18 ottobre, data in cui la vertenza Cementir approderà ad un tavolo nazionale, presenti i sindacati e la dirigenza della multinazionale.

Ciò che rende la situazione difficile è però questo black out nella comunicazione tra la società e le parti in causa, in primis con il Comune di Cagnano Amiterno.

“I rapporti con la ex Sacci sono sempre stati più che cordiali: abbiamo lottato, insieme alla Regione e alle altre amministrazioni per garantire la sopravvivenza di questa importantissima industria sul nostro territorio” aveva detto a Il Capoluogo  Graziano Santucci, consigliere del Comune di Cagnano. “Ma la notizia della mobilità ha spiazzato anche noi, visto che non siamo stati affatto avvertiti, nonostante i nostri contati con i vertici della ditta siano pressoché quotidiani.”

Insomma, un vero e proprio colpo basso visto che quando, nello scorso luglio, la battaglia comune riguardante il rinnovo della concessione mineraria era stata vinta (memorabile il picchetto con lavoratori e camion davanti all’Emiciclo, alla presenza del Vice Presidente regionale Lolli), si era fatta espressa richiesta di mantenere i livelli occupazionali: “Non ci è mai stato detto che sarebbe stato un problema farlo” sottolinea Santucci. “Peraltro, 17 lavoratori su 100 impiegati nel cementificio sono una percentuale spropositata: parliamo inoltre di ragazzi, giovani padri di famiglia, con bambini anche piccoli“.