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L’ironia del web sul povero Di Pangrazio

Social network scatenati nella Marsica e non solo sulla decisione del Sindaco di Avezzano, Di Pangrazio, di denunciare la Provincia dell’Aquila, ente del quale è dirigente ed è stato per anni Direttore generale.

La Provincia ha ridotto del 60% lo stipendio del Sindaco applicando la legge Severino sulle incompatibilità ed inconferibilità degli incarichi e forte di un parere dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) che ha ritenuto per l’appunto illegittima, per una parte, la retribuzione percepita dal Sindaco.

In soldoni, tra indennità di carica e stipendio seppure ridotto alla Provincia, Di Pangrazio porta a casa ogni mese oltre 3mila euro, più tutta una serie di benefit, come l’auto blu, ma tutto questo non basta al Di Pangrazio e da ieri, oltre a denunciare la Provincia, ha avviato una singolare guerra contro l’Anac, chiamando a raccolta tutti i sindaci (ma non risulta che qualcuno abbia risposto al suo appello).

La reazione del popolo è stata furiosa, per lo più, e su Facebook il Sindaco è stato coperto di critiche se non di insulti non riferibili. I commenti più acuti stigmatizzano il fatto che un “servitore dello Stato”, come il Sindaco ama definirsi, faccia causa ad un Ente pubblico ed attacchi l’Anac per questioni di vil pecunia. Molti osservano che il “supertecnico” , come ancora ama definirsi da solo, non abbia fatto una bella figura a piagnucolare per il taglio dello stipendio.

“cChe pena il Sindaco che fa causa alla Provincia per questioni di pecunia, ente del quale è dirigente ed è stato per anni Direttore generale.” dicono le opposizioni in consiglio comunale. “Che pena vedere un “civil servant”, come egli stesso ama definirsi, che adisce le vie legali contro quello Stato del quale dovrebbe essere fedele servitore. Che pena vedere il “supermanager” Di Pangrazio, come ancora ama definirsi da solo, piagnucolare per il taglio dello stipendio e prendersela di nuovo con l’Anac, una delle massime autorità della Pubblica Amministrazione italiana, magistralmente diretta da un grande magistrato come Raffaele Cantone.
Povero Sindaco! Solo alla Provincia guadagnava oltre 5mila euro netti al mese, ed ora l’Anac gli ha giustamente ridimensionato lo stipendio a livelli di decenza. Dovremo fare una colletta per sostenere le sue finanze. Povero Sindaco, che pena!”

Molti i commenti ironici, soprattutto di giovani che, per domenica, vogliono organizzare una questua davanti alla Cattedrale per sostenere le finanze del “povero” Sindaco.

In molti hanno proposto, come percorso di rieducazione del “viziato” Sindaco, l’antica terapia della zappa. Un utile rimedio, probabilmente, per un evidente BRA (Braccia Rubate all’Agricoltura).

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