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Un successo il primo raduno del Battaglione L’Aquila

di Fulgo Graziosi

Partecipazione. Interesse. Entusiasmo. Prospettive.

Un manipolo di ex Alpini, sul finire della primavera, si è riunito presso la sede sociale annessa agli impianti sportivi Centi Colella per organizzare un grande evento, non una nuova Adunata Nazionale, imperniato su due elementi cardine della vita militare del Corpo di appartenenza. La divulgazione precisa e corretta della storia del Battaglione Alpini L’Aquila, dalla costituzione ai giorni nostri e un doveroso omaggio a quattro valorosi Alpini caduti e protagonisti dell’ultima Grande Guerra. Sono due pilastri della nostra storia. Una storia, purtroppo, ancora non conosciuta dalla stragrande massa dei cittadini abruzzesi. Sono stato coinvolto in maniera diretta. Fernando Vaccarelli mi ha ordinato, non mi ha chiesto, di presenziare alla riunione. Il Presidente del Comitato Promotore, l’Avv. Maurizio Capri, ha esposto le motivazioni dell’incontro ed i fini che il Comitato avrebbe voluto raggiungere. Si è parlato subito di progettare l’evento articolato su tre giorni, il cui filo conduttore sarebbe stato il Battaglione L’Aquila. Ho avuto la percezione di una pianificazione strutturata e ben delineata. Negli incontri successivi il progetto è stato redatto, messo a punto, limato e infiocchettato. Pronto per essere portato a conoscenza della collettività. In breve si è arrivati alla organizzazione della prima conferenza stampa, presso la sede del Consiglio Comunale. Un successo pieno, a tutto tondo. Alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, avv. Benedetti, del Presidente Capri, anche nella veste di delegato del Sindaco, dei Direttori dei Cori Alpini della Città, del Direttore della Società dei Concerti “Barattelli”,  dei colleghi della stampa,  dei Gruppi Alpini dell’Aquila Uno e Due e dell’Ass. “Jemo ‘nnanzi”, il progetto prende forma definitiva e viene lanciato alla conoscenza della pubblica opinione con la collaborazione di un cerimoniere di prestigio, il Dott. Massimo Alesii. Arrivano i primi positivi apprezzamenti. Ci ritroviamo anche con l’amico Giuseppe Flati per proseguire nell’avventura con lo stesso entusiasmo di quando eravamo ragazzi. Gli alpini, si sa, sono come un vulcano in continua eruzione. Producono idee e proposte in continuazione. Occorre fare una accurata cernita delle stesse. Sono tutte valide e attuabili. Il compito più difficile sta nello scegliere quelle più condivisibili e di effetto. Infatti, dal momento che si parla di storia, viene fuori il lampo di genio di coinvolgere un Istituo Scolastico, meglio ancora una scolaresca. Si decide immediatamente di sensibilizzare il Liceo Classico Cotugno. La mattina dopo viene contattata la Professoressa Marchetti che, senza alcun indugio, assicura la disponibilità personale e quella della classe 3^/A. Qualche altro comunica che Gianfranco Giustizieri sta eseguendo una ricerca sugli Alpini. Anche Giustizieri viene coinvolto e “arruolato” nell’evento. Si definiscono anche le figure degli Alpini deceduti, alla cui memoria si intende dare omaggio nella maniera più solenne: il Cap. Michele Jacobucci, fonfatore del Battaglione Alpini L’Aquila e dell’ANA Abruzzi, il Mar. Magg. Giovanni Vaccarelli Medaglia d’Argento al Valor Militare,l’Alpino Giuseppe Carrozzi reduce di Russia, l’Alpino Giuseppe Tosone Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Non basta. A qualcuno viene in mente di coniare una medaglia commemorativa dell’evento. In una settimana la medaglia viene progettata da Carlo Iorio, disegnata, coniata, prodotta e presentata al pubblico in una affilatissima conferenza stampa. Essa reca i colori della bandiera nazionale, al centro L’Aquila di Patini in volo e ai lati i simboli del Comune dell’Aquila e dell’ANA Abruzzi, oltre alla data dell’evento. Sul retro, in primo piano la Fontana Luminosa , gli Alpini in marcia e sullo sfondo il Gran Sasso d’Italia. Ultima conferenza stampa, sempre presso il Comune dell’Aquila, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio, Ermanno Giorgi, delegato dall’Avv. Benedetti e dal Sindaco Cialente, del Presidente del Comitato, avv. Capri, del Col. Piccirilli e del Comandante del Nono Reggimento Marco Iovinelli, dei rappresentanti delle Associazioni Locali, viene reso noto il calendario ufficiale della manifestazione. Al termine della conferenza, il Presidente Capri consegna al Sindaco e al Presidente del Consiglio la medaglia ricordo. La stessa medaglia viene consegnata ai rappresentanti degli Alpini in armi, agli alunni del Liceo, ai rappresentanti delle Associazioni che hanno aderito all’iniziativa, al Dott. Massimo Alesii, per la preziosa collaborazione di “cerimoniere”.

Primo appuntamento. Venerdì 7 ottobre Auditorium del Parco. Alla presenza del Presidente Capri, di Walter Capezzali, di Maria Rosaria La Morgia, dell’autore, viene presentato al pubblico il libro curato da Gianfranco Giustizieri “Gli Alpini, D’Annunzio, Un Motto. Storia, Poesia, Leggenda in terra d’Abruzzo e anche oltre” della Casa Editrice Rocco Carabba. Il pubblico, che ha letteralmente gremito l’Auditorium, ha seguito con particolare interesse le disquisizioni di Capezzali, di Maria Rosaria La Morgia e dello stesso autore. Il coro del CAI, diretto dal Maestro Gianfelice, ha chiuso la serata con una rassegna di canti popolari di tradizione alpina e abruzzese.

Secondo appuntamento. Sabato 8 ottobre. Si comincia la mattina presto con l’arrivo dei vessilli, l’alza bandiera, l’inaugurazione della mostra statica di materiali e mezzi in dotazione all’Esercito, la deposizione della Corona d’Alloro alla lapide dei caduti del Battaglione L’Aquila, la sfilata fino alla Villa Comunale, l’inaugurazione della stele dedicata a Michele Jacobucci. È arrivato il momento principale. Alle 15.00 in punto l’Auditorium è stracolmo di gente. Il Presidente Capri porge saluti e ringraziamenti alle autorità civili, militari, religiose, ai cittadini e agli Alpini intervenuti, tra i quali tre reduci dell’Ultima Grande Guerra. Anche il Presidente dell’ANA Abruzzi, Giovanni Natale, porta il saluto dell’ANA e dei Gruppi che per vari impegni non sono presenti al convegno. Si chiarisce, in maniera inequivocabile, che il raduno, pur essendo nato sulla scia della grande Adunata Nazionale, non ha nulla in comune con la stessa, se non il puro spirito alpino. Infatti, il Primo Raduno Alpini del Battaglione L’Aquila vuole mettere nella giusta ottica la vera storia della costituzione del Battaglione. Vuole anche, però, dare un significato di priorità dell’iniziativa che tende a rendere omaggio agli Alpini caduti in tutte le Guerre. Ecco perché la manifestazione reca la denominazione di “Primo Raduno”. L’intenzione del Comitato e della Città tende a replicare negli anni l’evento, in maniera tale che si possa rendere omaggio a tutti i caduti abruzzesi, non soltanto quelli aquilani, con i quali ha avuto inizio l’evento. È questa una iniziativa quasi unica sul territorio nazionale. Un’altra del genere viene effettuata nel veneto. L’idea va perseguita e sostenuta anche da parte delle Istituzioni Locali e Regionali, soprattutto per l’alto significato che il Comitato Promotore ha voluto conferire al Primo Raduno del Battaglione Alpini L’Aquila. L’iniziativa è stata tanto ben recepita non solo da tutti i Gruppi Alpini della Regione, ma anche da quelli del Veneto, della Lombardia, del Piemonte e della Liguria, i cui aderenti hanno effettuato il servizio militare proprio nel Battaglione Alpini L’Aquila. La storia del Battaglione L’Aquila, curata dagli alunni della 3^/A del Liceo Classico Cotugno ha affascinato il pubblico presente, visibilmente commosso, quando i ragazzi hanno proiettato il filmato delle interviste effettuate ai reduci dell’ultima Grande Guerra. Bello, interessante e affascinante lo spaccato eseguito dai Comandanti del Reggimento in merito alle azioni di pace svolte dal Battaglione Alpini L’Aquila nei teatri di guerra dei Paesi Balcanici. Hanno coronato la serata i canti della Schola Cantorum San Sisto, diretta dal Maestro Carmine Colangelo. Il Prof. Maurilio Di Giangregorio ha parlato diffusamente delle doti di Michele Jacobucci non soltanto come Alpino, ma soprattutto come filantropo che si è dedicato alla realizzazione di molteplici iniziative culturali per la Città. La commemorazione del Mar. Magg. Giovanni Vaccarelli è stata effettuata dall’Alpino Tonino Marinangeli, che ha letto attentamente la relazione magistralmente predisposta dal novantenne Alpino Portante di Caporciano. La serata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa, presso la Basilica di San Bernardino,in onore dei Caduti.

Terzo appuntamento. Domenica 9 ottobre. Si comincia presto, alle 8.30, con un primo ristoro d’obbligo nei pressi dello Stadio, con il successivo ammassamento nella stessa area. La sfilata questa volta presenta una novità di rilievo. Allo scopo di evitare confusione inutile, gli Alpini sfileranno per Compagnie del Battaglione L’Aquila e non per i dispersivi Gruppi. Le condizioni atmosferiche non appaiono delle migliori e gli scettici prevedono una scarsa affluenza. Con calma, nel consueto silenzio degli Alpini, i coordinatori impartiscono le ultime disposizioni, alle 10.45 precise il Battaglione si mette in marcia, preceduto dal Picchetto d’Onore del Reggimento con i più alti graduati dell’Esercito. Gli Alpini delle varie Compagnie non finivano mai. Non si riusciva a capire da dove uscissero. Per allungare ancora di più il lungo serpentone  è arrivato il tricolore di 99 metri, sollevato da circa 200 uomini dell’Associazione “Jemo ‘nnanzi” e della protezione civile. Piazza Duomo era stracolma di soli Alpini. Dal palco delle autorità si intravedeva un continuo tremolio di “penne nere”. I familiari degli Alpini, gli aquilani e i turisti hanno dovuto prendere posto lungo il Corso e a ridosso del palco. Il momento è stato solenne. Prima dell’intervento di Capri le fanfare hanno smesso di suonare. Gli alpini stavano in silenzio sull’attenti. Le nuvole hanno coperto il cielo, ma hanno trattenuto a stento le lacrime. Alcuni fabbricati posti ai margini della piazza erano tornati agli antichi splendori. Altri, invece, hanno voluto partecipare alla cerimonia ancora incerottati e bendati, quasi a simboleggiare gli Alpini feriti reduci dell’Ultima guerra. Alcune gru svettavano sulla piazza come “tutori” o come bastoni di appoggio posti a servizio dei feriti. Capri ha salutato tutti con voce strozzata. L’emozione ha reso ardua la corretta pronuncia. Mai, come in questa circostanza, il Sindaco dell’Aquila ha palesato tanta soddisfazione ed entusiasmo, dichiarando di volersi adoperare fermamente, affinché questa non sia una sporadica edizione, ma che si ripeta annualmente. I Caduti, gli Alpini e gli aquilani ne hanno diritto. Anche il Presidente della Provincia, nel portare il saluto di un Ente in transizione, ha voluto augurare alla manifestazione. Particolarmente apprezzato l’intervento dell’Assessore Regionale Mazzocca che ha indossato il suo cappello Alpino. In conclusione, Giovanni Natale, ha rivendicato ruoli e funzioni svolte e da svolgere dell’ANA Abruzzi che, proprio in questi giorni, ha avuto incarico di provvedere alla realizzazione di alcune importanti infrastrutture nel territorio del Comune di Accumoli. Non sono mancati duri riferimenti ad alcune azioni che avrebbero voluto evitare la presenza degli Alpini nelle zone terremotate, soprattutto perché gli Alpini che lavorano fanno la differenza e mettono in luce le fastidiose interferenze burocratiche. Agli organizzatori di questa manifestazione, agli Alpini del Battaglione L’Aquila, alle Forse Armate, alle autorità civili, militari e religiose giungano gli affettuosi ringraziamenti del Comitato Organizzatore e di tutti gli aquilani.

 

 

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