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Doccia gelata sulla Sacci: 17 in mobilità

di Eleonora Falci

Una lettera, recapitata lunedì alle rsu, che notifica la messa in mobilità di 17 lavoratori della ex Sacci, ora Cementir di Cagnano Amiterno. Una notizia che fa il giro della fabbrica, fra la delusione e lo stupore, visto che non più tardi di due mesi fa il rinnovo della concessione mineraria all’azienda – passata nel frattempo alla multinazionale del cemento – pareva essere davvero il lieto fine che tutti auspicavano.

Per questo oggi i lavoratori sono scesi in sciopero e con loro, a mobilitarsi, l’Amministrazione comunale di Cagnano Amiterno che da oltre un anno e mezzo fa da ponte tra la ditta, importante presidio lavorativo e di sviluppo del territorio, e le esigenze dei lavoratori.

“I rapporti con la ex Sacci sono sempre stati più che cordiali: abbiamo lottato, insieme alla Regione e alle altre amministrazioni per garantire la sopravvivenza di questa importantissima industria sul nostro territorio” dice a Il Capoluogo  Graziano Santucci, consigliere del Comune di Cagnano. “Ma la notizia della mobilità ha spiazzato anche noi, visto che non siamo stati affatto avvertiti, nonostante i nostri contati con i vertici della ditta siano pressoché quotidiani.”

Insomma, un vero e proprio colpo basso visto che quando, nello scorso luglio, la battaglia comune riguardante il rinnovo della concessione mineraria era stata vinta (memorabile il picchetto con lavoratori e camion davanti all’Emiciclo, alla presenza del Vice Presidente regionale Lolli), si era fatta espressa richiesta di mantenere i livelli occupazionali: “Non ci è mai stato detto che sarebbe stato un problema farlo” sottolinea Santucci. “Peraltro, 17 lavoratori su 100 impiegati nel cementificio sono una percentuale spropositata: parliamo inoltre di ragazzi, giovani padri di famiglia, con bambini anche piccoli“.

Sacci: presidio dei lavoratori in consiglio regionale 20 luglio
Sacci: presidio dei lavoratori in consiglio regionale 20 luglio

C’è un altro fattore, poi: quello del subappalto della cava, con conseguente assegnazione ad esterni del lavoro. Una voce di corridoio, per ora non confermata ma che ha gettato ulteriormente nello sconforto i lavoratori.

Anche su questo punto domattina il sindaco di Cagnano Amiterno sentirà i vertici della Cementir per capire quali siano le loro reali intenzioni: il fatto che ora si tratti di una multinazionale, di fatto, e non di una azienda italiana non agevola i contatti. Ma sarà battaglia.

“Non cederemo di un passo” chiosa Santucci. “Né sul numero dei lavoratori da mettere in mobilità, né faremo sconti su quanto stabilito nella concessione: siamo stati al fianco della Cementir per far sì che continuasse a lavorare sul territorio, dando lavoro ai cittadini di Cagnano e delle aree circostanti. I patti vanno mantenuti”.

 

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