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Regione Abruzzo verso la ASL Unica

di Roberta Galeotti

Il ieri primo ottobre la regione Abruzzo è ufficialmente uscita dal Commissariamento ed «ha intrapreso un percorso di accompagnamento studiato dal Ministero», ci spiega Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale. «Il Ministero ha predisposto un programma di riqualificazione per la nostra Regione, che ora è chiamata a prendere delle decisioni importanti con una presa in carico di grandi responsabilità.

Il nuovo decreto ministeriale che entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio, annunciato nella Legge di Stabilità – aggiunge Mascitelli -, prevede che le Asl abbiano un equilibrio tra costi e ricavi, senza margini di sforamento, pena il commissariamento».

L’Agenzia Sanitaria Regionale svolge un ruolo di supporto tecnico alle 4 Asl e lavora a stretto contatto con i direttori generali. «Le quattro ASL lavorano in quattro compartimenti stagno – è la considerazione del Direttore -, non si confrontano su nulla e hanno comportamenti diversi tra loro sia per il personale, che per l’acquisto di beni e servizi. I prezzi, infatti, differiscono in modo sostanziale tra una ASL e l’altra, anche sullo stesso prodotto. Il primo obiettivo importante da raggiungere per l’Abruzzo sarà proprio la ASL Unica, il cui ostacolo più grande sarà l’individuazione dei due Dea di 2° livello tra le quattro ASL, previsti per legge.» aggiunge il Direttore.

Il dibattito politico degli ultimi mesi si è infervorato proprio su queste tematiche, allorquando nessun capoluogo di provincia intende rinunciare al proprio presidio ospedaliero. I territori accorpati nei due Dea sarebbero Chieti-Pescara, L’Aquila-Teramo. Il Dea di secondo livello, per legge, deve avere tutte le discipline in una unica struttura, mentre la nostra regione con il suo milione e 300mila abitanti, presenta presidi medici con chirurgie diverse nei differenti territori: a Teramo la cardiochirurgia e a L’Aquila la Neurochirurgia, ad esempio.

«Il ministero ha bocciato il modello siciliano che aveva presentato una soluzione di Polo Sanitario tra i diversi ospedali presenti in regione – spiega il direttore Mascitelli -. Ora la politica regionale abruzzese è chiamata a fare delle scelte nel bene e nell’interesse della sanità regionale, oltrepassando gli interessi locali di campanile» chiosa Mascitelli.