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La legge L’Aquila Capoluogo è un Cavallo di Troia

«La legge sull’Aquila Capoluogo, così come è concepita, è un Cavallo di Troia messo in piedi da D’Alfonso e Pietrucci con la complicità del sindaco Cialente – sentenzia perentorio Antonio Del Corvo, ex presidente della provincia di L’Aquila -. Dietro i proclamati ambiziosi obiettivi non ci sono risorse finanziare certe. E’ un inganno, insomma. La proposta va assolutamente rivista in chiave diversa. Si tratta di una legge speciale ma, di fatto, il testo della proposta ne snatura la sostanza. Le leggi speciali, così come accaduto per l’istituzione di altre città (ad esempio come previsto dalla proposta di istituire la “Nuova Pescara” ), alla disponibilità finanziaria provvedono con l’istituzione di apposite unità previsionali di base e relativi capitoli di bilancio, dotati della necessaria disponibilità. Per L’Aquila Capoluogo, invece, non è prevista alcuna istituzione di poste a bilancio ma è annunciata una dotazione finanziaria derivante dall’addizionale pari allo 0,5% dell’introito del Bollo Auto e, per giunta, se il bilancio lo consente. Si arriva quasi all’ossimoro, ad una contraddizione in termini. E come se non bastasse, nel prossimo futuro, se dovesse concretizzarsi una fusione della Regione Abruzzo con quella della Marche, l’Aquila rimarrebbe Capoluogo o sarà costretta a cedere il titolo ad Ancona o a Pescara?

In cambio di contentini, la Giunta Cialente sta svendendo il ruolo di l’Aquila Capoluogo all’ex sindaco di Pescara, ora Governatore della Regione. Poteva essere una storica occasione per riequilibrare il territorio regionale ridando slancio all’Abruzzo interno, alla Città dell’Aquila, al suo territorio provinciale, anche quelli marsicano e peligno, ad esempio reinserendo la Marsica e l’area Peligna nelle zone ex art. 87 3-c del Trattato dell’Unione Europea per poter far accedere le nostre imprese agli aiuti comunitari!

Per questo si  ravvisa la necessità assoluta di emendare la bozza – conclude Del Corvo -, se non a addirittura di riscriverla, prima che sia troppo tardi.

Si fa appello al mondo dell’associazionismo, degli imprenditori, dei professionisti e dei lavoratori a parlarne e a discuterne in un dibattito pubblico e in tutte le forme consentite per l’esercizio della cittadinanza e della partecipazione, al fine di incidere per rivedere con criteri oggettivamente sostenibili la proposta di legge l’Aquila Capoluogo».