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Riabilitazione, L’Aquila penalizzata dalla Regione

All’Aquila e provincia la Regione ha stanziato solo 21 euro a testa per i servizi di riabilitazione e l’erogazione di prestazioni sanitarie in regime residenziale, contro i 56 di Teramo e, comunque, i 45 previsti per legge.

Il confronto, davvero impietoso, è di UIL e Funzione Pubblica CGIL che, in una nota, sottolineano come ci sia uno sbilanciamento notevole fra le province, con Teramo e Chieti nettamente favorite.

Per la provincia di L’Aquila il valore medio annuo pro-capite attribuito è di 21 euro, per quella di Chieti è di 54, per quella di Pescara è di 46 euro, per Teramo è di 56 euro.

“Analizzando i dati complessivi della Regione Abruzzo (appunto, 45 euro a testa come valore medio annuo pro capite ndr) possiamo tranquillamente affermare che il parametro previsto è stato rispettato applicando la classica statistica del pollo per la quale se due persone hanno un pollo e lo mangia una persona soltanto statisticamente hanno mangiato mezzo pollo a testa.
Viceversa, purtroppo, la ripartizione del budget ex DCA 49/2016 palesa una evidente sperequazione, attribuendo di fatto al posto letto della provincia aquilana un valore che è più che dimezzato rispetto al totale regionale.
Infatti, per il cittadino residente nella provincia dell’Aquila sono sufficienti 21 euro mentre per il cittadino di Teramo ne occorrono ben 56 euro, anche se studi epidemiologici evidenziano come la composizione della popolazione per sesso, età ed incidenza di determinate patologie sia sostanzialmente identica tra le 4 province, appare, quindi, ingiustificata ed irrazionale la ripartizione effettuata dalla Regione Abruzzo.” si legge nella nota di Simone Tempesta e Francesco Marrelli.

“Ulteriore conferma che il budget attribuito alla provincia dell’Aquila non corrisponde al fabbisogno effettivo della popolazione arriva dai dati della ASL la quale è costretta a subire un saldo di mobilità passiva per prestazioni riabilitative che si avvicina a 3 milioni di euro gravando drasticamente sul bilancio. Il cittadino Aquilano, non trovando risposta sul territorio è costretto a curarsi fuori dalla provincia con notevoli sacrifici personali e famigliari.”

(e.f.)

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