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Dieci anni senza Claudio Porto

 

Il 28 settembre del 2006 perdeva la vita Claudio Porto, profondamente apprezzato in città per le sue doti umane e professionali. Fu investito da una macchina mentre era fermo, sul suo scooter, al semaforo dell’incrocio sulla Ss 80 nei pressi dell’Ospedale San Salvatore dove prestava servizio. Medico attento alla  sofferenza e politico al di fuori degli schemi, resta nella memoria di quanti lo conobbero per la tenacia, la leggerezza con cui attraversava la vita e lo stile silenziosamente ostinato con cui perseguiva le sue utopie. Dieci anni senza il dott. Porto hanno reso la città più povera. Oggi sono molti i ricordi.
“Sembra ieri. Invece sono passati già 10 anni. Gridai di rabbia e di dolore quando ricevetti quella telefonata concitata dal Consiglio provinciale, che mi annunciava la tragica notizia dell’incidente.  La distrazione altrui ci ha portato via Claudio Porto, in quel maledetto incrocio”.
Così la senatrice Stefania Pezzopane ricorda Claudio Porto, scomparso in un tragico incidente dieci anni fa.
“Claudio, quel giorno, usciva dai lavori di una commissione consiliare in Provincia, per recarsi al lavoro in ospedale. Erano sempre intense le sue giornate, che lui divideva tra la famiglia, a cui era legatissimo, la politica e il lavoro. Claudio era un uomo fuori dall’ordinario, altruista e pacato, anche quando si trovava in disaccordo, ostinato, attento e sempre generoso.  I suoi interventi erano sempre lucidi, intelligenti e la sua era una politica generosa, genuina e disinteressata.
I suoi principali interessi, la giustizia, l’equità sociale e il benessere per la sua gente e per la sua terra sono stati un contributo importante per tutti noi e restano un esempio indiscutibile di una buona politica.
Spesso di fronte alle difficoltà  e agli intralci della politica locale, mi chiedo cosa avrebbe fatto Claudio? Cosa avrebbe detto? So per certo che sarebbe stato dalla parte dei giusti. Perché lui era così, giusto, buono e competente. A Lilia ed Agnese da allora mi sento legata da un affetto particolare. Un abbraccio a loro, ad Antonio e a Mario”.

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