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Piccole imprese fuori gioco

“Le piccole imprese peccano di mancanza di solidità per affrontare la ricostruzione a causa delle lungaggini burocratiche che ritardano i tempi di pagamento stabiliti dalla legge” lo ha dichiarato nei giorni scorsi Frattale, Presidente dell’ANCE, scatenando reazioni a catena, tra cui le ire di una imprenditrice aquilana che ha inviato una replica al Capoluogo.

“Mi meraviglia che Lei – scrive Valentina Di Nardo nella sua missiva rivolta a Frattale -, rappresentante a tutela dei piccoli e grandi imprenditori edili, prenda atto di questo iter malato che intercorre per ottenere il pagamento dei lavori effettuati dalle ditte (105 giorni come afferma, nonostante le ultime direttive europee recepite dalla normativa italiana indichino tempi minori) accettandolo passivamente, senza contrastarlo e senza battersi per ottenere una riduzione dei tempi, chiamando fuori di fatto i piccoli imprenditori dal processo di ricostruzione della nostra città”.

Esclusi da questo sistema “malato” i piccoli imprenditori, continua la donna, avrebbero ben poche alternative, se non cambiare lavoro o piegarsi passivamente al sistema dei subappalti.
“Voglio sperare che non sia così poiché credo nell’efficacia dell’associazionismo – conclude – e nella volontà delle persone oneste e operose nel far rinascere l’economia di tutta la città e non solo di pochi”.