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200 anni di Massoneria, Binni a L’Aquila

di Roberta Galeotti

Equinozio d’Autunno a Villa Dragonetti. Il Gran Maestro della Gran Loggia a L’Aquila. Teofilo Patini iniziato nel 1896.

 

Nella splendida cornice di Villa Dragonetti si è tenuto oggi il convegno organizzato dalla Gran Loggia d’Italia Palazzo Vitelleschi per i 200 anni della Massoneria in Abruzzo e Molise.
“Vengo spesso a trascorrere l’Equinozio d’Autunno (l’evento naturale festeggiato dalla Massoneria Universale, ndr) con i fratelli di L’Aquila” ci spiega il professor Antonio Binni, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro dell’Ordine,  che ha aperto i lavori della giornata improntata alla scoperta delle testimonianze dello spirito massonico in Abruzzo, con particolare attenzione alla figura di Teofilo Patini, cui è stata dedicata un’intera sessione.
“Squadra, compasso e pennello. Il pittore veridico della terza Italia” il titolo della tavola dedicata a Patini, il pittore abruzzese iniziato nel 1896 ed affiliato al Grande Oriente nella Rispettabile Loggia Fabio Cannella all’Oriente di L’Aquila. Patini intraprese il cammino massonico, come molti amici e mecenati che lo sostennero fraternamente fino alla fine della vita, e lo percorse per oltre 10 anni con profonda convinzione e fede, raggiungendo la carica di Venerabile. Nel 1906, all’epoca della sua scomparsa, Patini apparteneva alla Rispettabile Loggia Gran Sasso d’Italia all’Oriente di L’Aquila, il cui Venerabile partecipò alle esequie del pittore in rappresentanza dei Fratelli.
“Sono molto legato ai Fratelli di L’Aquila – ci racconta il professor Binni -. In città c’era il più bel Tempio Massonico d’Italia. Nato come Tempio ed ora ricostruito dopo il terremoto.
Abbiamo ripercorso oggi gli ultimi 200 anni di storia della regione, seguendo lo sviluppo massonico dei fratelli d’Abruzzo e Molise. Un organismo massonico vivo ed operoso nella società, in cui si sono localmente ripercorse le grandi battaglie nazionali. La divulgazione della cultura e la battaglia dell’alfabetizzazione, su tutte, poiché l’ignoranza è la vera fonte di tutti i mali. La Massoneria – aggiunge Bini – diffonde alti ideali e princìpi per la crescita dei Fratelli e della società, per la formazione dell’uomo ma soprattutto del buon cittadino”.
Abbiamo concluso l’intervista al Gran Maestro dell’ordine misto Gran Loggia d’Italia con una domanda sulle donne in Massoneria.
“La Massoneria è per sua definizione mista, valore che ne rappresenta la ricchezza – chiarisce Bini -.
Nel Simposio Platone parla di amore e, rispondendo ad Aristofane, spiega che la Gran Sacerdotessa gli ha insegnato l’Amore. Platone, così, riconosce l’iniziazione femminile”.

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