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Processo auto blu: imputati malati e sindaco assente

Pierluigi Palladini

AVEZZANO – Il Sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, è troppo impegnato in Comune. Malati i coimputati nel processo per peculato d’uso e abuso di ufficio per l’utilizzo a fini personali delle auto di servizio della Provincia dell’Aquila nonché per la delibera con la quale Di Pangrazio creò l’ufficio del Direttore Speciale della stessa Provincia, ufficio che poi avrebbe lui stesso ricoperto.

Il processo avrebbe dovuto iniziare questa mattina al Tribunale dell’Aquila e, come era ben noto a tutti, l’idea era quella di portarlo avanti con una certa speditezza. Magari fino alla conclusione del primo grado. Ma non è stato possibile. Un virus, infatti, ha improvvisamente colpito gli imputati e il Sindaco di Avezzano Di Pangrazio non si è presentato e stamattina, quindi, nessuno era presente. Uno di essi, peraltro, una coimputata per la precisione, ha presentato istanza di rinvio. Un virus dall’azione fulminea e impegni davvero improrogabili, quindi, capitati proprio al momento opportuno. O forse no tanto opportuno. Ma si sa, la vita è piena di imprevisti; un momento si sta bene e il momento dopo si sta al pronto soccorso.

Il procedimento doveva occuparsi dei capi di imputazione riguardanti alcuni viaggi fatti ad Ischia e in altre località che Di Pangrazio avrebbe compiuto ma non per motivi d’ufficio nonché, per quanto concerne alcuni dipendenti della Provincia e collaboratori dello stesso attuale Sindaco di Avezzano, l’utilizzo delle stesse auto dell’ente per andare a fare la spesa ed altri scopi privati. Poi si sarebbe dovuta affrontare la questione della creazione dell’ufficio di Direttore Speciale dell’ente aquilano, delibera approntata da Di Pangrazio e emanata dalla dirigenza politica dell’ente ma con la consapevolezza dello stesso Di Pangrazio che quel posto sarebbe toccato a lui.

C’è da dire, inoltre, che in questo processo una sentenza già c’è stata ed è stata quella di patteggiamento di un autista, E.B. autista proprio del Sindaco, che nell’udienza davanti al Gup dell’Aquila celebratasi il 25 novembre 2015 avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

Il giudice Grieco, quindi, preso con non poco fastidio atto della situazione, ha deciso di rinviare l’udienza iniziale di questo processo al 16 febbraio, data in cui il giudice sarà diverso perché lo stesso Grieco il 15 gennaio andrà in pensione. I legali di Di Pangrazio, gli avvocati Verini e Milo, hanno protestato contro questa data affermando che fosse troppo vicina alla campagna elettorale. Il Giudice Grieco ha ribattuto che il problema non era il suo in quanto dalla data di oggi e fino a 15 gennaio ci sarebbero stati i tempi per poter cercare di concludere il processo di primo grado. Con questo atteggiamento, definito non collaborativo, la difesa ha costretto il giudice, ha detto Grieco, a fissare una data che consenta ad un nuovo giudice di iniziare e concludere il procedimento senza ulteriori problemi. A quel punto, poi, è entrato in scena il Pm Stefano Gallo che ha preso un enorme faldone e lo ha portato al giudice affermando di voler discutere nella prossima prima udienza una serie di nuove prove, testimonianze, elementi investigativi e documenti che aggraverebbero la posizione degli imputanti andando ovviamente a corroborare la tesi della loro colpevolezza.

Ma la notizia che emerge da questo processo è un’altra. Giovanni D Pangrazio, se si preoccupa della data del processo troppo vicina alle elezioni comunali di Avezzano, ammette di volersi ricandidare e promette agli avezzanesi altri cinque anni di sua amministrazione a capo del palazzo di Piazza della Repubblica. Una candidatura, peraltro, in costanza di pendenza giudiziaria e di un candidato sindaco rinviato a giudizio per reato contro la pubblica amministrazione.

E fuori il tempo è sempre più incerto. Un momento c’è il sole, un momento piove. Un momento si sta in forma, un momento si sta male, un giorno i ha troppo da fare, un giorno si è sin troppo liberi.