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I fagioli di Paganica a Terra Madre Salone del Gusto

di Eleonora Falci

Una eccellenza del nostro territorio, i fagioli di Paganica, sarà presente a Torino dal 22 al 26 settembre per Terra Madre Salone del Gusto.

A portare il vessillo di uno dei tanti nuovi presìdi aquilani di Slow Food sarà Matteo Griguoli, agricoltore e allevatore di trentadue anni di Paganica. La sua storia viene ripercorsa da un bellissimo articolo su Slow Food.

Ne aveva appena venticinque quando il terremoto del 6 aprile 2009 ha cancellato in pochi istanti Paganica, la frazione de L’Aquila dove è nato e cresciuto: «Ho perso tutto, la casa e il punto vendita in paese. Mi è rimasta solo la stalla in legno dove tenevo gli animali». Poco, pochissimo, però qualcosa da cui ripartire. Per Matteo è stato un filo a cui legare una nuova vita là dove si era interrotta la vecchia: «Tutti i miei nonni erano agricoltori, stando con loro ho imparato a vivere la campagna anche se i miei genitori ormai l’avevano lasciata. Dopo la morte di mio nonno materno ci è rimasta una piccola azienda agricola, che ho iniziato ad accudire insieme a mio cugino verso i tredici, quattordici anni».

All’allevamento affianca un po’ alla volta le coltivazioni agricole tipiche del luogo: gli ortaggi, la patata turchesa, il grano, il granturco e il farro. Ma anche lo zafferano d.o.p., che a Paganica fa concorrenza a quello più celebre della piana di Navelli. E soprattutto i fagioli, un patrimonio per generazioni di paganichesi.

 

Storia di un territorio e storia personale si intrecciano, fino a creare un connubio vincente. Oggi i cosiddetti “fagioli di Paganica”, vengono coltivati da un gruppo di giovani residenti nel territorio di Paganica, che hanno legato, appunto come ha fatto Matteo, il loro futuro in particolare a questo prodotto di nicchia, sia come fonte di reddito che come volano per la rinascita di questo territorio, particolarmente penalizzato dal terremoto di quel 6 aprile.

Vengono coltivati anche da centinaia di cittadini per lo più pensionati, che nel dopo terremoto hanno perduto, per le piccole produzioni eccedenti il fabbisogno familiare, il luogo di incontro con gli estimatori di questo legume da sempre, nel mercato di Piazza Duomo, in quegli spazi riservati alla vendita dei prodotti coltivati dai contadini. Oggi il Mercato Contadino, nei pressi della Stazione, è il simbolo della rinascita del territorio e delle comunità locali, grazie alla valorizzazione delle coltivazioni e dei prodotti della nostra terra