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Alto Aterno: da Montereale solidarietà ai vicini paesi terremotati

di Nando Giammarini

La solidarietà – non mi stancherò mai di scriverlo e ribadirlo a chiare note fino alla nausea – è il bene supremo di ogni essere umano, il sorriso del mondo. Quel sentimento vivo in ognuno di noi che permette di mettersi in gioco per sostenere, aiutare e difendere, coloro che versano in condizioni di difficoltà. Essa deve prescindere da quelli che sono i riferimenti ideologici, il colore della pelle, le discriminazioni di carattere religioso. Partendo da questo presupposto salutiamo con viva soddisfazione la bella iniziativa: ”Amatriciana solidale” nata da un’idea di Linda Giorgi, presidente della Pro Loco di Montereale, che ha coinvolto i Comuni di Montereale, Capitignano e tutte le Associazioni del territorio in una splendida iniziativa solidale. La stessa, denominata “Insieme per la rinascita dei territori devastati dal sisma”, consiste in un pranzo a base della famosa amatriciana che si terrà domenica 18 settembre 2016 a partire dalle ore 13.00 nel campo sportivo di Montereale.Il ricavato sarà evoluto alle popolazioni colpite dal sisma. Tutte le Associazioni hanno aderito con slancio ed entusiasmo e si stanno adoperando affinchè ci sia grande partecipazione di pubblico. L’Aringo club è andata ben oltre organizzando un pullman che partirà alle ore 09.00 da Roma in via Padre Lino da Parma ( fermata Rebibbia, con ampia disponibilità di parcheggio), arriverà a Montereale per ora di pranzo e ripartirà alle 17.00 per essere a Roma intorno alle 19.00. L’Associazione Uomini e Cavalli, presieduta dal dott. Gianlorenzo Antonelli, in segno di rispetto ha annullato la bella manifestazione:”La fiera e Sant’Agnelu ” che si sarebbe dovuta tenere questo fine settimana e devolverà il ricavato della lotteria alle popolazioni terremotate . Giova ricordare che la Pro Loco di Montereale unitamente ad altre dell’Alto Aterno erano rientrate da Amatrice, poiché partecipanti alla manifestazione “ I Borghi in festa”, alle due di quel maledetto 24 agosto ed alle cinque già erano di nuovo sul posto in qualità di soccorritori. Quelli che dovevano essere, per la bella cittadina laziale allocata nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed i territori limitrofi, giorni di festa, proprio per il cinquantesimo anno della sua sagra, legata alla famosa pastasciutta sono stati trasformati dal maledetto terremoto in una immane tragedia. Le strade affollate di gente e bimbi gioiosi, un’estate di sole e sorrisi per i vicoli, nelle piazze, nei negozietti del centro storico, ai tavolini del bar per una partita a carte all’aperto e la bella manifestazione “ Borghi in festa”che anticipava di qualche giorno la nota e famosa sagra degli spaghetti all’Amatriciana. Invece la terra ha tremato nella notte dura – alle 03.36 del 24 agosto 2016, esattamente quattro minuti prima del terremoto dell’Aquila – portandosi via la vita, azzerando dalle fondamenta quello che, nel 2015, era entrato a far parte dei borghi più belli d’Italia. La gara di solidarietà non si è fatta attendere, è a tutti noto che in questi momenti di lutto e devastazione il cuore degli italiani pulsa più forte, tante Associazioni del Volontariato, di Protezione civile e singoli cittadini si sono immediatamente messe in moto per portare sostegno morale e materiale ai Comuni interessati dal sisma. Tra le tante iniziative spicca per l’originalità ed il modo in cui è stata ideata e realizzata:”Un’amatriciana per Amatrice”. Parliamo della pietanza, come dire, regina di Amatrice che ha reso famoso in tutto il mondo il nome della bella cittadina reatina. Simbolo di Amatrice è una delle ricette italiane più conosciute al mondo, è un piatto fortemente identitario, vera specialità locale per la sua forte espressione territoriale. Ricetta dalle origini contadine a base di guanciale Amatriciano e formaggio pecorino, nel tempo essa si è identificata anche come primo piatto tipico della cucina romana e in generale laziale, in particolare nell’800 con la migrazione verso la città dove erano presenti tanti ristoratori di origine amatriciana. Il condimento era preparato dai pastori con i miseri ma saporiti ingredienti a loro disposizione durante la transumanza: guanciale e pecorino, ancora prodotti ad Amatrice. Anticamente l’Amatriciana era bianca ma dopo la scoperta del pomodoro, arrivato dall’America, nacque la versione in rosso. Ora si stanno facendo i massimi sforzi per far tornare a vivere quei meravigliosi borghi, ieri sono state riaperte le scuole, primo segno di ripresa della vita, in dei prefabbricati realizzati a tempo di record dalla Protezione civile di Trento. L’imperativo è fare presto per permettere alla tanta gente dei territori interessati dal sisma di rientrare quanto prima, se non in casa, nelle famose casette di legno. Il cuore d’Italia è vicino ai propri fratelli che stanno vivendo questa drammatica situazione.