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Attacco al Sua Peppanza, il Gerotondo non riusce

di Roberta Galeotti

Questa volta ad Andrea Gerosolimo il gerotondo è andato assai male. Secondo i bene informati, questa mattina l’Andrea peligno voleva tentare la prova di forza in Consiglio Regionale e sfiduciare il presidente del Consiglio Regionale Di Pangrazio, noto ormai come Sua Peppanza, ma qualcosa è andato storto e la mozione si è volatilizzata. La mozione di sfiducia ricalcava largamente quella già predisposta dai 5 stelle un anno e mezzo fa, poi non discussa per mancanza di quorum. In sostanza, a Sua Peppanza veniva contestata la totale inadeguatezza al ruolo e l’assoluta mancanza di oggettività e terzietà nell’esercizio delle sue funzioni. Cose note, largamente condivise dai singoli consiglieri, ma la sfiducia è un’altra cosa. E’ un atto politico che rompe equilibri e ne crea di nuovi, che cambia le maggioranze e che pone l’enorme questione della successione. Proprio sulla questione della successione, Gerosolimo è stato incredibilmente superficiale, lanciando l’idea della sfiducia di Sua Peppanza al buio, senza porre contestualmente sul tappeto, un nome alternativo che avrebbe potuto raccogliere la maggioranza dei consensi e senza creare appetiti vari. Questa prima “svista”, assai grossolana, ha inevitabilmente indebolito la mozione: molti consiglieri di opposizione avrebbero senz’altro votato la sfiducia all’attuale indifendibile Presidente, ma non avrebbero parimenti gradito la presidenza a Camillo d’Alessandro, per esempio, primo fra i papabili della corte di D’Alfonso. Il nome su cui avrebbero fatto massa critica sarebbe stato Donato Di Matteo, si vocifera nei corridoi. 
Gerosolimo ha sottovalutato la potenza del faraone e, seconda grossolana svista, ha fatto male i conti contando sul voto di sfiducia di Maurizio Di Nicola, che lo aveva promesso e ripromesso, ma che questa mattina si è ritirato all’ultimo minuto, chissà perché! Probabilmente è stato richiamato all’ordine da forze superiori.
Gerosolimo, vista la malaparata, non ha presentato la mozione dopo averla annunciata a destra, a manca e finanche ai pentastellati. Si dice che Gerosolimo, così come si diceva di D’Alfonso, sia l’enfant prodige della politica abruzzese. Dopo la giornata di oggi, possiamo affermare che sia enfant, ma sul prodige ci sarebbe da discutere.