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107.3.c. cronaca di una morte annunciata

Cronaca della morte della Marsica e della Piana del Cavaliere, dall’esclusione nel 2014 dalla pianificazione della 107.3.c, fino alla scadenza nel 2016 dei termini per la revisione di medio termine degli Aiuti di Stato.
Breve cronaca
Il 10 luglio 2014, la Marsica e la Piana del Cavaliere vengono esclusi dal Governo Regionale dagli Aiuti di Stato (Trattato europeo, 107.3.c) fino al 2020, salvo gli esiti della revisione intermedia a giugno 2016.
Da notare che l’esclusione della Marsica avviene nonostante il fatto che il territorio esprima una delle più rilevanti cariche regionali, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio.
La città di Avezzano, che dispone di un nucleo industriale attrezzato, è tra le più danneggiate dalla decisione della Regione: nessuna azienda è intenzionata ad insediarsi ad Avezzano dopo l’esclusione e le imprese già operanti non investono in assenza di incentivi, anzi, attuano processi inversi.
Il 3 settembre 2014, dopo le forti proteste del territorio, i F.lli Di Pangrazio (oltre al Presidente della Regione anche il fratello Sindaco di Avezzano) organizzano un incontro – molto partecipato da sindaci, sindacati ed associazioni – al Comune di Avezzano, con il Presidente della Regione D’Alfonso. Parte il gruppo di lavoro per la redazione del Progetto Marsica. L’obiettivo? Mettere in campo progetti di sviluppo della Marsica con funzione di immediato ristoro, dopo l’esclusione dagli aiuti di Stato. La seconda promessa dichiarata nel medesimo incontro è
che la Marsica sarà ricompresa negli Aiuti di Stato in sede di revisione di medio termine (giugno 2016) della mappa degli stessi Aiuti per l’Abruzzo.
Nel gennaio 2015, il gruppo di lavoro Progetto Marsica porta a termine i lavori e nelle settimane che seguono, il Progetto viene presentato ai sindaci, alle forze sociali e produttive, alla Regione Abruzzo, riscuotendo unanime consenso ed apprezzamento.
Il 6 novembre 2015, con un ritardo di dieci mesi, una solenne seduta della giunta regionale in Avezzano, alla presenza de presidente del Consiglio Regionale Di Pangrazio e numerosi sindaci, approva il Progetto Marsica e delibera la costituzione di un secondo gruppo di lavoro per la fase attuativa. Questo secondo gruppo di lavoro non si è mai riunito e la fase attuativa non è mai partita. Il Progetto Marsica si è rivelato essere nei fatti una bufala rifilata al territorio da politici senza scrupoli.
Il 1 settembre 2016, sono scaduti i termini per la revisione di medio termine degli Aiuti di Stato. Il Presidente del Consiglio Regionale ed il Sindaco di Avezzano, nulla hanno fatto per onorare la promessa fatta nel settembre 2014, allorché si impegnarono sulla revisione della zonizzazione per far rientrare la Marsica tra le aree agevolate. La Marsica e la Piana del Cavaliere restano quindi escluse dai rilevanti benefici previsti dal 107.3.c. Questo significa che in assenza di questi benefici nessuna impresa si insedierà nel nucleo industriale di Avezzano e nessuna impresa operante ad Avezzano investirà in nuovi impianti. Ad aggravare ciò l’intenzione, da parte della Regione, di far diventare la città di Avezzano, e quindi la Marsica, “Area di Crisi”, il che andrà sicuramente a ridurre i costi per le imprese/aziende già operanti nel territorio, ma comporterà anche la disincentivazione all’investimento da parte di quelle nuove aziende che si vorranno affacciare sul nostro territorio.
Il riconoscimento del territorio come “Area di Crisi” è un palliativo che non porta sviluppo, è la resa della Marsica alle logiche costa-centriche che governano l’Abruzzo di oggi.
L’Amministrazione comunale dovrà rispondere alla Città di Avezzano ed alla Marsica intera di tale disastro.