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Viaggio nel cratere, uccisi dai tetti in cemento fotogallery

di Francesca Marchi – Viaggio nelle frazioni del sisma del centro Italia. 

Strade principali interdette e stradine di campagna accessibili. Strette e sterrate conducono nelle frazioni di Amatrice e si diramano intorno al lago Scardarello. Sono stati devastati quasi totalmente o soltanto in parte questi piccoli paesi, in alcuni non si contano vittime, solo danni e paura.

Sommati è tra le più vicine al centro di Amatrice. Due bambini hanno perso la vita in questo piccolo angolo dimenticato. Incontro una donna, viene da Roma e torna nella sua casa al centro di Sommati. “Sono qui per capire cosa è successo, ho appuntamento con i Vigili. Voglio portar via i miei affetti. Cosa accadrà adesso? Queste zone saranno dimenticate!”.
E poi ancora un ragazzo sulla trentina, anche lui arriva da Roma. Sono tornato ancora, faccio la spola tra Amatrice e Roma per portare gli aiuti e stare vicino ai miei genitori. Sono salvi per miracolo! Il mio miglior amico li ha salvati, gli devo tutto!”
Accumoli, non si cerca più. Il tributo è di 11 vittime. Anche qui i residenti tornano a casa per prendere ciò che resta e che si può. “Il paese è già morto. Anche quando le case saranno nuove la gente non tornerà”.
Saletta, scenario apocalittico. Venti i corpi recuperati senza vita.
Oltre al dolore, la rabbia. “I soccorsi nelle frazioni non sono stati immediati come nei centri più grandi. Qui ci vivono soprattutto anziani e per loro la possibilità di resistere sotto le macerie è minima”.
Tra le case di pietra saltano all’occhio i tetti in cemento armato. Una direttiva prevista dalla Regione Lazio dopo il terremoto dell’86 permise di costruire pesanti tetti sui muri preesistenti, inadatti a reggerne il peso. Questa normativa poi venne revocata, ma per i danni -oggi- non c’è rimedio: “Quanti tetti di cemento armato sono stati costruiti sui muri di pietra?” “Quanti tetti hanno ucciso?” 
In caso di terremoto, infatti, il tetto in cemento armato oscilla in un blocco unico, gravando sulla struttura sottostante che, se fatta di sassi, finisce per non reggerne il peso. Anche qui, come all’Aquila, esplode la polemica sulla validità delle norme antisismiche del passato, indicate tra le cause dei danni prodotti dal terremoto.

Le 49 frazioni di Amatrice: Arafranca-Pinaco – Bagnolo – Capricchia – Casale – Casali di Sopra – Casali di Sotto – Cascello – Collalto – Collecreta – Collegentilesco – Collemagrone – Collemoresco – Collepagliuca – Colli – Configno – Cornillo Nuovo – Cornillo Vecchio – Cossito – Domo – Faizzone – Ferrazza – Forcelle  – Moletano – Mosicchio – Nommisci – Pasciano – Patàrico – Petrana – Poggio Vitellino – Ponte a Tre Occhi – Prato – Preta – Retrosi – Rio -Roccapassa – Rocchetta – Saletta – San Benedetto – San Capone – San Giorgio – San Lorenzo a Pinaco – Sant’Angelo – Santa Giusta – Santi Lorenzo e Flaviano – Scai – Sommati – Torrita – Varoni – Voceto