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Centro storico, è scontro istituzionale

di Roberta Galeotti

“Uno zelante funzionario del Comune dell’Aquila ha inviato una lettera al Prefetto sollevando dubbi sulla sicurezza del centro storico”

Lo dichiara un seccato Pietro Di Stefano, assessore alla ricostruzione, che ci risponde telefonicamente nel mezzo di una riunione di giunta infuocata dopo le dichiarazioni del prefetto Alecci.
Il Prefetto, ricevuta la segnalazione, ha convocato nel pomeriggio di ieri una riunione tecnica a cui ha partecipato il vice sindaco Trifuoggi, in rappresentanza del Comune. Al termine dell’incontro il Prefetto ha dichiarato all’Ansa che il centro storico di L’Aquila ha un elevato tasso di pericolosità.

Come si può dire che il centro non sia sicuro? Da Piazza Chiarino alla Villa Comunale tutto è in ricostruzione. Il Corso stretto è più sicuro ora che prima del sisma, visto che c’è un soffitto di impalcature.
L’unico edificio ai quattro cantoni a non essere stato ancora finanziato è quello del Liceo Classico, cioè l’unico edificio pubblico!” -continua Di Stefano.
“Dopo le scosse di Amatrice è stato giusto spostare la maratona del jazz a Roma, ma non per possibili crolli, quanto per evitare assembramenti di gente durante lo sciame sismico del reatino. Qui a L’Aquila si avvertono chiaramente le scosse e sarebbe impossibile controllare la reazione di migliaia di persone.”

L’assessore infuriato conclude la sua dichiarazione lasciando intendere che ci siano interessi politici dietro il gesto del funzionario, legati alla prossima tornata elettorale.

Gli fa eco il sindaco Massimo Cialente, dalla sua pagina Facebook: “Trovo assolutamente sbagliate, non a mio avviso giustificabili, le affermazioni pesanti del Prefetto sulla situazione del centro storico. Mi spiace non aver potuto partecipare, sostituito dal Vice Sindaco, alla riunione del 24 agosto presso la Prefettura. Ma ero impegnato ad Amatrice.
Nella giornata di oggi. al ritorno dai funerali di Stato, potrò tranquillizzare i cittadini aquilani.
Il tutto nella speranza che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, come noi abbiamo sempre fatto.
Molto nasce da un pesante equivoco per un atto sbagliato di un funzionario, sul quale si è aperto un procedimento di verifica.
L’atto è stato trasmesso erroneamente dal Comandante Grippo alla Prefettura, senza verificarlo con il dirigente, suo collega.
Ho appena respinto le dimissioni del Dott. Grippo poichè ritengo che nella vicenda vi siano stati anche errori da parte di amministratori.
La situazione è costantemente sotto controllo da sempre. Anche oggi siamo intervenuti sula Chiesa di San Paolo.
Sono anni che il centro storico è stato aperto. Oggi è assolutamente più sicuro di prima. In alcuni tratti, come quello dove ha sede la Prefettura è addirittura più sicuro di prima del sisma.”