IlCapoluogo.it - L'aquila News: notizie in tempo reale di Cronaca, Politica, Stefania Pezzopane, Massimo Cialente, Pierpaolo Pietrucci,Collemaggio

Sport

L’industria del Benessere in continua crescita

Industria del Benessere, esiste un mondo immune da crisi, 27 miliardi di euro il fatturato annuo con una crescita media del 5% annuo.

«Centri benessere, wellness, palestre, alimentazione bio, integratori, estetica e beauty, terme… costituiscono la cosiddetta Industria del Benessere. Il Benessere rappresenta oggi nel nostro Paese – come afferma Franco Fagnani, presidente dell’associazione scientifica A.L.B.A. (Associazione Lifestyle, Benessere e Alimentazione), da anni attenta osservatrice del fenomeno – un mercato enorme».

Secondo i dati più aggiornati, infatti, i fatturati più recenti raggiungono una dimensione di circa 27 miliardi di euro, con un trend in continua e costante crescita da almeno dieci anni in cui l’ Industria del Benessere ha mantenuto un trend praticamente invariato di crescita stimabile nel 5% annuo. «E’ importante notare – aggiunge Fagnani – che la crescita del Mercato del Benessere, dal 2010 ad oggi, è in spiccata controtendenza rispetto ad una delle peggiori crisi economiche di tutti i tempi, come quella che stiamo vivendo.

lifecoach style

Il Mise indica piccoli segnali di ripresa nel nostro Paese fin dal 2014, ma l’indicatore delle persone occupate resta negativo, anche se nel terzo trimestre 2015, il tasso di disoccupazione è sceso all’11,5% (contro il 4,5% della Germania e il 5,2% del Regno Unito). Nel confronto con i restanti Paesi a soffrire è purtroppo l’occupazione giovanile, con l’Italia all’ultimo posto con il 15,1 % di giovani occupati, contro il 28% della Francia, il 43,8% della Germania, il 48,8% del Regno Unito e il 17,7% della Spagna. L’ industria del Benessere – conclude il presidente Fagnani -, pertanto, potrebbe offrire una formidabile opportunità occupazionale e una vasta gamma di professioni da intraprendere, non solo per le giovani generazioni, ma soprattutto per le fasce di età più alte, come quaranta/cinquantenni prematuramente esclusi dal mondo del lavoro e desiderosi di rimettersi in gioco».