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Una gru sulla Torre Civica: rinasce Palazzo del Capitano

di Eleonora Falci

Una gru svetta da ieri sulla Torre Civica di Piazza Palazzo: l’immagine, di per sé, è suggestiva ed incoraggiante al tempo stesso in termini di ricostruzione.

No, non sono partiti i lavori su Palazzo Margherita, storica sede del Comune dove il cantiere si spera possa partire nei prossimi mesi. Si sono, invece, avviati sull’adiacente Palazzo del Capitano, ampio complesso che, a cavallo di via degli Scardassieri e via delle Aquile, nel pre sisma ospitava i locali di diverse attività commerciali quali una libreria, negozi di abbigliamento e artigianato.

“La ricostruzione dello storico palazzo aquilano è iniziata qualche settimana fa” dice a Il Capoluogo l’ingegner Francesco Laurini, di Unirest srl, ditta che si è aggiudicata i lavori per un importo di 6 milioni e mezzo di euro.

“La gru, posizionata proprio ieri, è alta 50 metri e ovviamente supera la Torre Civica per consentirne i movimenti in tutta sicurezza.”

gru unirest sulla torre civica

Il Palazzo è bellissimo” svela l’ingegnere “con affreschi pregiati e importanti lavorazioni che cercheremo di riportare alla loro naturale bellezza.” La stessa Unirest, in passato, è stata protagonista della rinascita di un altro gioiello del centro storico: Palazzo Visconti, in piazza Santa Maria di Roio. Anche in quel caso, il restauro degli affreschi e delle pregiate pavimentazioni dell’edificio è avvenuto con tecniche innovative.

Ma tornando al Palazzo del Capitano, le particolarità non si fermano a ciò che emerge dalla strada: “Nelle cavità ipogee del fabbricato ci sono delle vecchie cantine e delle grotte che meriterebbero sicuramente una riscoperta ed una rivalutazione” aggiunge Laurini.

Il tempo previsto per la rinascita di questo palazzo trecentesco è di 500 giorni: in passato, insieme a Palazzo Margherita e alla Torre Civica, era il vero cuore pulsante del potere della città. Nel Palazzo risiedeva il Capitano di Giustizia e, con l’arrivo di Margherita d’Austria nel 1575, venne ampliato e trasformato a spese degli aquilani: 134 finestre in tutto, dando l’aspetto di una dimora quasi reale. La stessa Torre Civica era alta più di 50 metri: fu poi “abbassata” arrivando agli odierni 27 metri.