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Di Pangrazio non risponde sull’IPhone da 800 euro

Si aggiunge una nuova puntata all’ormai famigerata vicenda dell’IPhone da 800 euro del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio.

Ve ne avevamo parlato lo scorso marzo (Il sindaco Di Pangrazio e l’IPhone galeotto) quando, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti d’Abruzzo, il procuratore Maurizio Stanco aveva parlato di diversi casi di gestione finanziaria miope che hanno prodotto un nefasto indebitamento pubblico.  Al momento di fare degli esempi, era emerso proprio quanto accaduto al comune di Avezzano: l’IPhone acquistato dal sindaco “stante l’urgenza della richiesta” non andava acquistato con fondi pubblici poiché “non conforme alla regolamentazione interna sulla telefonia e ai programmi di razionalizzazione approvati all’interno dello stesso ente locale”. Insomma, se il sindaco voleva quel telefonino – e il sindaco ha specificato “non per uso personale, ma ad uso dell’ufficio” – doveva acquistarlo di propria tasca e non facendolo passare per l’amministrazione che governa.

Dopo gli accertamenti da parte della Procura che ha interpellato lo stesso ente pubblico, la somma è stata versata nuovamente nelle casse del Comune. Ma da chi?Dalla dirigente del servizio con reversale d’incasso n. 3277 del 06/07/2015″. A rivelarlo una Interrogazione del consigliere di Forza Italia Mariano Santomaggio che ha chiesto con urgenza di sapere perché, pur essendo il sindaco il diretto utilizzatore e beneficiario di tale cellulare, non sia stato egli stesso a versare la somma al Comune.

santomaggio sull'i phone di di pangrazio

Ma c’è di più: essendo passati sessanta giorni dalla presentazione dell’Interrogazione da parte di Santomaggio senza ricevere risposta alcuna, lo stesso consigliere ha diffidato con una lettera a Prefetto e Ispettorato della Funzione Pubblica il sindaco “a procedere, entro e non oltre 30 giorni dall’inoltro della presente, a soddisfare la grave inadempienza sopra evidenziata, con l’avvertenza che, in mancanza, procederà presso le competenti sedi giurisdizionali”.

Altre grane in vista, dunque, sul sindaco di Avezzano.