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Sociale e trasporti, veleno in consiglio regionale

Velenosa fino all’ultimo, la seduta del consiglio regionale che si è conclusa stanotte poco prima delle 3: e come anche era successo a cavallo fra la scorsa settimana e l’inizio di questa, sono stati il Piano del Sociale e il progetto di legge sui trasporti a recare con sé il più grande carico di polemiche e ostruzionismo da parte delle opposizioni.

Ad aprire le danze il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri che, per protestare contro l’approvazione di un documento che ratifica, di fatto, il piano di riorganizzazione sanitaria, non ha esitato a lanciare la tessera con la quale i consiglieri votano (Bagarre in Aula, sospiri getta la tessera). Sempre Sospiri  non le ha mandate a dire a nessuno: da Mariani a D’Alessandro a Paolini, ha continuato imperterrito, con scambi dialettici anche molto coloriti,  nell’opporsi ai provvedimenti via via portati all’esame del consiglio. Alla fine, ha dovuto abdicare, lasciato a fare opposizione da solo, alle 3 del mattino, con i suoi colleghi di partito a votare per andare a casa.

Nonostante l’ostruzionismo e nonostante l’assenza, ancora una volta, del presidente della Regione Luciano d’Alfonso, la maggioranza ha dimostrato compattezza in una seduta difficile: una prova di forza necessaria prima della pausa estiva.

Sul Piano del Sociale a vincere è stata su tutti l’Assessore Marinella Sclocco (La rivincita di Marinella): due anni di lavoro, centinaia di incontri sul territorio, proposte, interventi da parte di chi, di sociale, si occupa quotidianamente. Emozionata è stato il termine più frequente nel suo discorso: “Sociale è tante cose: confronto, partecipazione, tristezza, gioia. Tutto questo a volte però è talmente tanto grande da non essere misurabile. Ed è proprio perché abbiamo questa consapevolezza che abbiamo voluto scrivere questo Piano del Sociale usando un metodo innovativo: il metodo della partecipazione. E’ per questo che sono emozionata: non è il piano dell’assessore Sclocco, ma scritto da tutti i cittadini abruzzesi”. Un Piano che rimette ordine in un settore dove i servizi scadenti e l’improvvisazione, purtroppo, sono stati tollerati a lungo: le strutture sociali verranno, per la prima volta, accreditate e ci sarà coincidenza tra Ambiti Sociali e Distretti Sanitari che lavoreranno insieme. Punti essenziali la co-progettazione con il terzo settore e la pianificazione integrata di tutti i fondi sociali. Quello dei fondi con cui finanziare questo Piano è stato lo scoglio più grande da superare, prima in Commissione e poi in Consiglio. “A fronte di un aumento dei costi, tagliate i servizi primari e imponete la compartecipazione alle spese del sociale” hanno tuonato i Cinque Stelle. Ma i fondi ci sono e ci saranno, ha assicurato l’Assessore: “200milioni di euro in 3 anni per tutte le azioni sociali, il doppio rispetto al passato.”

Ed è sempre sul confronto col passato che si è consumata l’altra grande battaglia all’Emiciclo, quella sui trasporti. Perchè l’aumento delle tariffe, quantificato nel 15%, per Camillo D’Alessandro porta un nome ed un cognome: Gianni Chiodi. “Abbiamo ricevuto una multa di 8 milioni riferita agli anni 2012 e 2013 perche’ il sistema di tpl non rispondeva ai requisiti stabiliti dalla legge  Bisognava ridurre i costi, tagliando sprechi, autobus che viaggiano vuoti e corse sovrapposte, così come bisognava adeguare i ricavi, ovvero aumentare le tariffe.” chiarisce D’Alessandro. “Chiaramente non farlo significa che arrivera’ puntuale ogni anno una multa di circa 8 milioni, che vuol dire ogni anno dover tagliare agli abruzzesi 4 milioni di km.” Accusa che l’ex governatore rimanda subito al mittente: “Il Governo Chiodi nonostante le gravose sanzioni  – pesanti penalità per oltre 528 milioni di euro – è riuscito a ridurre tasse, permettendo di scrollarci di dosso la nomea di “regione canaglia”, mentre loro dopo due anni le hanno già aumentate”

La sfida, si capisce, è più sul piano politico che non su quello dei servizi: perché se aumento deve essere delle tariffe, è pur vero che non si tratta di un aumento indiscriminato. 

Studenti e disoccupati con reddito basso, che utilizzano i mezzi per la loro formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro, vedranno dimezzato il costo dell’abbonamento. Nelle aree interne aquilane – Valle Subequana, area aquilana del Gran Sasso e parte della Marsica – l’aumento non supererà il 5% e all’Aquila tutto resterà così com’è: merito, questo, della mobilitazione del consigliere aquilano Pierpaolo Pietrucci. “Al Comune dell’Aquila e’ stato riconosciuto su mia richiesta il particolare assetto urbano derivante dal sisma, percio’ qui le corse e i servizi non verranno toccati”dice Pietrucci. “E’ un risultato di cui sono particolarmente soddisfatto, e ringrazio i consiglieri regionali che hanno votato il provvedimento per aver accolto il principio e la misura, nonostante l’emendamento contrario del Movimento Cinque Stelle, che una volta di piu’, in alcuni suoi rappresentanti, si conferma nemico dell’Aquila. Inoltre – prosegue Pietrucci – grazie al lavoro di sponda con il collega Maurizio Di Nicola (abbiamo firmato assieme l’emendamento) si prevede che gli aumenti tariffari nelle aree interne, quelle piu’ svantaggiate dal punto di vista economico e infrastrutturale (individuate sulla base della strategia di Fabrizio Barca ricomprendendo anche la Valle Subequana, la parte aquilana del Gran Sasso e una parte della Marsica) non potranno superare l’importo percentuale del cinque per cento.”

(e.f.)