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Iniziati i lavori della pista ciclabile

di Fulgo Graziosi – Editoriale
Abbiamo letto, con piacere, che finalmente sono stati avviati i lavori per la realizzazione di un primo tratto della pista ciclopedonale Aterno. Veramente la denominazione precisa della struttura sarebbe “Corridoio verde dell’Appennino Centrale lungo le valli dell’Aterno”. La precisazione potrebbe apparire alquanto inutile. Invece è importante ai fini della promozione dell’ambiente, del paesaggio, del turismo, delle emergenze archeologiche, della cultura, della storia e della conoscenza dei luoghi che la pista valorizzerà sicuramente. Riteniamo giusto che il Comune e la Regione divulghino notizie importanti per il decollo socio economico di una parte di territorio fin troppo trascurato dalle Istituzioni interessate. È un merito che ci appartiene e di cui rivendichiamo tutta la paternità. Non sarebbe sbagliato, infatti, far sapere alle comunità locali che abbiamo dovuto impiegare quasi un trentennio per fare entrare i nostri amministratori nell’ordine di idee che la struttura ciclopedonale non è una struttura per i soli amatori del pedale. Sono ben diverse le motivazioni che il Ministero dei Lavori Pubblici, negli anni sessanta, ritenne opportuno codificare in uno specifico decreto. Infatti, una delle ragioni più importanti fu quella di togliere i cicloamatori dalle strade e portarli sulle piste ciclabili, allo scopo di ridurre il preoccupante aumento delle vittime della strada. Non basta. Subito dopo il Ministero della Sanità ritenne opportuno dare maggiore corpo all’idea, affermando che le ciclopedonali costituivano, ad ogni effetto, un vero e proprio percorso vita. Lo stesso Ministero consigliava a tutti coloro che avevano necessità riabilitative di effettuare passeggiate ed esercizi all’aria aperta lungo le sicure e tranquille ciclovie. Noi abbiamo voluto aggiungere ulteriori elementi finalizzati alla fruibilità della struttura. Essa consente una immersione totale nel territorio e nella salubrità dell’ambiente circostante. Non solo. Rappresenta e costituisce l’asse portante per lo sviluppo delle attività turistiche proprio perché, attraverso la ciclabile, i cittadini nazionali e stranieri hanno la possibilità di penetrare capillarmente nel territorio, onde scoprire, oltre alle bellezze ambientali e paesaggistiche, le emergenze archeologiche esistenti lungo il tracciato, la struttura dei meravigliosi e interessanti centri urbani medievali. La storia che quelle mura, quei fabbricati, quei vecchi mulini, quegli antichi ponti romani sull’Aterno, hanno scritto in maniera indelebile nell’ambiente circostante. A tutto ciò si aggiunga il determinante aspetto sociale che la ciclabile ha assunto in questi ultimi anni a causa della dilagante crisi economica nazionale. Crisi che, nell’ambito aquilano, assume anche un particolare aspetto sociale fortemente traumatizzato dall’evento sismico dell’aprile 2009. Il reddito familiare si è sensibilmente ridotto. Il potere d’acquisto della nostra moneta appare ancora fluttuante in senso negativo. Le famiglie hanno rinunciato a trascorrere il fine settimana al mare o in montagna. Si tende a cercare divagazioni più economiche e a portata di mano. La pista ciclabile si presta perfettamente ad offrire questa possibilità. Su di essa ci si può incontrare nelle ore pomeridiane, il sabato e la domenica. La famiglia si riunisce al completo su fiammanti biciclette, consentendo ai genitori di tenere sotto controllo la prole. Il nucleo familiare si ricompatta ed amalgama nel migliore dei modi. Lungo il percorso si ha la possibilità di scambiare idee, opinioni e giudizi di ogni genere. Questi contatti civili e cordiali ricostituiscono e saldano nuovamente le maglie di quel tessuto sociale che, allo stato attuale, appare alquanto sfilacciato. La curiosità dei turisti, certamente più forte della nostra, di carpire informazioni, di conoscere a fondo le origini dei nostri paesi e delle nostre genti, spingerà i genitori locali ad indirizzare i figli verso la cultura del territorio, dalla quale potranno apprendere le notizie più disparate della storia dei luoghi frequentati. C’è ancora un altro aspetto da tenere nella giusta considerazione. La famiglia che deciderà di effettuare una gita lungo la ciclopedonale non si dovrà mai preoccupare delle difficoltà per il ritorno a casa in caso di stanchezza, o di maltempo. Basterà fermarsi alla stazione ferroviaria più vicina per poter prendere il primo treno e riguadagnare il punto di partenza agevolmente e con molta tranquillità. Non andiamo alla ricerca di meriti. Il merito ci viene dato dall’inizio dei lavori. Ci sentiamo gratificati dal fatto abbia preso realmente corpo.  Agli “obiettori” dei progetti di sviluppo socio economico del territorio, a coloro che ci hanno dileggiato, giudicando il progetto irrealizzabile in quanto “faraonico”, vogliamo dare una buona notizia, affinché possano fare ammenda del loro sarcasmo. Con la legge di stabilità 2016 il nostro Paese ha istituito ad ogni effetto il “Sistema delle ciclovie turistiche nazionali”, seguendo perfettamente le direttive dell’Unione Europea e le nostre indicazioni che portiamo avanti da alcuni decenni. Aggiungiamo, inoltre, che sono stati già firmati i protocolli d’intesa con i Ministri Franceschini e Delrio e ben otto Regioni: Basilicata, Puglia, Piemonte, Toscana, Campania, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Non ha preso parte all’appuntamento, ingiustificatamente, la nostra Regione che, tra l’altro,  è stata una delle promotrici della mobilità alternativa. In chiusura, ci piace riportare una significativa dichiarazione rilasciata dal Ministro Graziano Delrio che, sinteticamente, racchiude i nostri concetti sul progetto della pista ciclopedonale “Corridoio verde dell’Appennino Centrale lungo le Valli dell’Aterno”: Per la prima volta si riconosce alle ciclovie turistiche la valenza di infrastrutture nella pianificazione nazionale del Ministero nell’ambito delle politiche di mobilità sostenibile e interconnessa. Si inseriscono in una strategia più ampia del Ministero per la ciclabilità, che prevede una rete ciclabile nazionale partendo dalle dorsali di Eurovelo, su cui innestano reti regionali, intermodalità e ciclo stazioni, e azioni per la ciclabilità urbana e la sicurezza”. Non è certamente poco!!!

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