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La sveltina d’agosto: auto e quad nei boschi

Un emendamento last minute, nell’ultima seduta del consiglio regionale prima della chiusura estiva. In cosa consiste? Auto, quad e mezzi a motore per i boschi abruzzesi.
E’ questo lo scenario che potrebbe verificarsi qualora passasse, nella seduta di domani, la modifica all’articolo 45 della “Legge organica in materia di tutela e valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo della regione Abruzzo”, che “consentirà l’accesso a tutti ed indistintamente con mezzi a motore su piste e strade forestali.”

Dal movimento internazionale Mountain Wilderness al WWF, passando per la stazione ornitologica abruzzese: i movimenti lanciano l’allarme contro quello che il WWF ha definito “l’ormai consueto emendamento “last minute” contro l’ambiente“.

“L’ennesimo tentativo di “smontare” una legge regionale con la presunzione di modificarla senza confronto e senza sentire preventivamente esperti, addetti ai lavori e gli stessi funzionari della Regione Abruzzo.” dicono dal WWF. “All’interno di un provvedimento che riguarda le aree protette, è stato inserito un articolo che andrebbe a modificare il comma 7 dell’articolo 45 riguardante la circolazione su strada e fuori strada in montagna in modo da rendere sempre possibile e in modo del tutto indiscriminato la circolazione di mezzi meccanici “sulle strade e piste esistenti comunque carrozzabili” e “l’eventuale sosta degli stessi sulle aree ricomprese entro 5 metri dalla carreggiata” Ricordiamo ai consiglieri di quella che si autodefinisce “regione verde d’Europa” che la limitazione esistente che consente l’accesso solo a determinate categorie e per specifiche finalità non rappresenta un capriccio degli ambientalisti ma una precisa necessità legata alla tutela di habitat e specie che sarebbero danneggiate direttamente e indirettamente dalla eventuale modifica della norma.”

“Già possiamo immaginare che auto, moto e quad scorrazzino liberamente accanto a comitive di
escursionisti e mountain bike; un bel biglietto da visita per il nostro turismo.” dicono dal  movimento internazionale Mountain Wilderness, per il quale l’apertura delle strade e delle piste forestali ai mezzi a motore è anche una problema di sicurezza. “Sempre più spesso le persone meno esperte si avventurano in funzione della possibilità di avvicinarsi attraverso strade e piste forestali nei luoghi più selvaggi e spesso pericolosi dei nostri boschi e della nostra montagna – afferma Massimo Fraticelli resp. parchi Mountain Wilderness – E’ necessario che tale modifica venga eliminata, anzi che si dia piena attuazione alla legge anche in funzione della piano della tutela per l’orso.(PATOM).” Lo stesso Ministro Gian Luca Galletti ha recentemente sollecitato la Regione Abruzzo perché dia piena attuazione alla legge regionale 3 del 2014 per la gestione forestale quale strumento per la regolamentazione dell’accesso alle piste forestali e del pascolo brado proprio per dare maggiore forza all’azione del Ministero Ambiente per salvare dall’estinzione gli orsi bruni dell’Italia centrale. Dare attuazione alla regolamentazione già presente nella Legge, significa favorire i controlli, inserire strumenti adatti alla chiusura di alcune strade ( secondo sempre i principi già stabiliti dalla legge nel 2014) apporre giusta cartellonistica che avverta tutti dei divieti e delle sanzioni.”

Fa eco la Stazione Ornitologica Abruzzese: ” Se domani il Consiglio vota questa norma chiunque a qualsiasi orario potrà circolare liberamente con le auto su qualsiasi strada sterrata della regione, nelle aree più delicate e vulnerabili, anche per il rischio incendio. Già è difficile prevenire il bracconaggio e gli incendi boschivi, figurarsi se sarà possibile farlo con tale norma. Ad oggi se uno gira su una sterrata chiusa alle 3 di notte è perseguibile (con una multa) e può diventare oggetto di attenzione da parte della Forestale o di altri corpi di sorveglianza. Invece con questa norma chiunque potrà andare dappertutto e viene meno qualsiasi deterrenza per fenomeni odiosi e addirittura distruttivi. Facciamo appello ai consiglieri regionali affinché sia stralciato l’Art.2 della Norma votata in consiglio.”