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Giovani aquilani si raccontano a tempo di rap

“Il rap è semplicemente un modo di esprimersi”
Inizia a scrivere testi nel 2013, registra la sua prima traccia lo scorso dicembre e mette nero su bianco un progetto musicale. E’ un giovanissimo Pietro Golia, aquilano di 15 anni appena compiuti che si racconta in questa intervista.
QBC è il nome del suo gruppo, composto da altre due voci Leonardo Zecca ed Enrico Vaccarelli, suoi coetanei. “Ho cantato per la prima volta nel musical organizzato dalla Scuola Mazzini. Dopo quell’occasione ho conosciuto Leonardo che a sua volta ha coinvolto Enrico. Ed eccoci qui”.
I testi vengono composti a tre mani, può sembrare un’impresa complicata, ma Pietro spiega il perché: “Non è semplice, ma è fondamentale che ognuno di noi scriva e canti la sua parte. Altrimenti le idee sarebbero di uno soltanto e non è questo che vogliamo. Gli argomenti sono vari, cambiano per ogni traccia. Parliamo della nostra città, di quello che succede, altri testi sono dedicati alla musica”. E’ la nuova generazione rap aquilana, quella del dopo terremoto che è cresciuta nella città provvisoria, nei centri storici vuoti, e studiato nel container.

Ieri sera i QBC hanno tenuto un concerto a Paganica, la settimana scorsa a Villa Sant’Angelo.
Pietro ha anche un progetto da solista, ha inciso un disco Overdose e pensa al futuro: “Non ho ancora chiare le mie ambizioni lavorative ma voglio continuare con la musica”.
I tre giovanissimi si incontrano nei progetti case della città, da Sant’Antonio a Sant’Elia dove hanno diversi punti di riferimento: “Fino a poco tempo fa Gignano era la nostra tappa fissa. Adesso ci incontriamo anche in centro, soprattutto Piazza Palazzo, per confrontarci e scrivere”.

L’album Progetto Base è stato prodotto da Jamrock Records, casa discografica che da anni è in prima linea per valorizzare anche gli artisti locali con concerti, iniziative e produzioni discografiche.

TESTO

Questa é una preghiera alla dea dell’hip hop Ave Maria piena di grazia benedicimi col flow Padre nostro che sei nei cieli metti fine a questo show E dai pace perpetua finché penna perderò
Finché finirà l’inchiostro, do corda al mio mostro Fatto di metrica e tecnica che vive nel mio corpo Le barre che risuonano nel cranio mentre dormo Il foglio con il testo che subisce ogni mio colpo
Ho sofferenza e questi tagli non sono il motivo qua Sono la conseguenza di un errore recidivo fra E se scrivo rap Non starò sotto ai riflettori ma del resto non ho chiesto un provino all’isola
Liriche satiriche, sopra metriche ermetiche Mimiche chimiche, causate nientemeno che Dilatazione dell’iride e distacco delle retine Sono sequenze ritmiche, che ora elevano sti decibel

Progetto Base Mixtape
Spirale Dwarf Phade
Registrata e mixata alla Jamrock Records