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Santa Croce, è guerra delle acque

La Regione denuncia Santa Croce per aver continuato a captare acqua senza autorizzazione, negata a causa del DURC non in regola. Santa Croce risponde di essere regolarmente vincitrice dell’appalto: annuncia battaglia e comunica l’intenzione di presentare ricorso alla magistratura.

E’ battaglia legale e di comunicati stampa quella che si sta consumando in queste ore per quanto riguarda le acque della sorgente di Canistro: e non è che l’ultimo episodio di una serie che ha visto protagonista, sui media, la società rappresentata dall’Ingegner Camillo Colella negli ultimi mesi. A partire dall’allarme lanciato dai sindacati su possibili esuberi per arrivare, infine, alla mancata proroga della concessione, passando per le vicende giudiziarie che vedono protagonista lo stesso Colella, pare non ci sia pace per la Santa Croce.

Andiamo per gradi.

E’ di queste ultime ore la nota della Regione Abruzzo che, per bocca della dirigente Iris Flacco, denuncia come Santa Croce abbia, a parere dell’Istituzione, captato acque senza la regolare concessione. “C’è stato un considerevole utilizzo di acqua nonostante la decadenza della concessione per il Durc non regolare. L’utilizzo dell’acqua si evince dalla lettura dei contatori che abbiamo fatto nel corso dei sopralluoghi, ultimo dei quali venerdì scorso, quando abbiamo chiamato i carabinieri perché l’azienda si è rifiutata di consegnare i registri di imbottigliamento dovuti per legge”.

Pronta la risposta della società: “Questa azione della Regione Abruzzo ci sembra un modo per interferire, da Autorità, sui giudizi amministrativi pendenti riguardo l’assegnazione della concessione a Sorgente Santa Croce Spa. Quella di coinvolgere la Magistratura Penale è una iniziativa che anticipa solo di qualche giorno una analoga azione che la Sorgente Santa Croce Spa stava valutando di intraprendere per fare chiarezza sulla vicenda. Si è provveduto con immediatezza a chiedere un incontro con tutte le Autorità competenti, dichiarandoci fin da ora disponibili al confronto, al fine di salvaguardare e tutelare l’Azienda che dal 2008, attraverso la nuova proprietà facente riferimento all’Ing. Camillo Colella, ha operato investimenti per diverse decine di milioni di euro al fine di risanare l’Azienda e rilanciarla rendendola sempre più competitiva sul mercato.”

Una lettera è stata inviata al Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, proprio per fare chiarezza sulla vicenda, visto che in ballo c’è una realtà lavorativa importante della provincia dell’Aquila che impiega oltre 70 dipendenti.

(e.f.)