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La denuncia: CASE assegnate senza criterio

I progetti CASE sono tornati sotto i riflettori in questa estate aquilana non solo per fatti di cronaca – vedi l’incendio a Paganica 2 che poteva trasformarsi in tragedia – ma anche per l’inchiesta ordinata dal SID del Comune dell’Aquila e che ha fatto emergere come decine di alloggi fossero assegnati, addirittura, a defunti (CASE intestate ai defunti: ecco l’ultima dei furbetti del sisma ).

Torniamo a parlarne dopo una denuncia fatta al nostro giornale da un cittadino aquilano: invalido, vive con l’anziana madre. Sgomberato da Coppito 2 – tutta la piastra è stata sgomberata – fa domanda per Sant’Antonio, località a lui più comoda proprio per l’invalidità che ha. Ma mentre a lui viene assegnato un alloggio piccolo, con un solo bagno e una sola camera da letto, ad una anziana donna viene invece assegnato un alloggio grande, con due camere e due bagni. Un rimpallo di responsabilità, tra ferie e varie uffici comunali, nel quale il cittadino non riceve risposte univoche.

Ecco la denuncia:

Per l’ennesima volta, il nostro Comune tratta i propri abitanti catalogandoli fra terremotati di serie A e terremotati di serie B: ora vi spiego cosa mi e’ successo. Ho 44 anni, con un invalidita’del 48%, vivo con mia madre che ha 73 anni. Stavamo a Coppito 2,in una di quelle piastre soggette a sgombero: abbiamo fatto domanda, essendo in regola con tutti i pagamenti, per andare al progetto C.A.S.E. di S.Antonio. Infatti, quando abbiamo firmato il verbale abbiamo messo esclusivamente S.Antonio come destinazione.

A Coppito ci era stato assegnato un appartamento con 2 camere e 2 bagni.

Ricevo la chiamata verso il 20 Luglio per spostarmi, in quanto lo sgombero lo si doveva fare entro il 5 Agosto. Durante la chiamata mi viene comunicato che la mia destinazione era S.Antonio, come da me richiesto, ma in un appartamento con 1 camera e 1 bagno: alla mia domanda sul perché mi fosse stato assegnato un alloggio piccolo, mi viene risposto che con due camere non avevano appartamenti disponibili a S.Antonio, aggiungendo che o lo prendevo o perdevo tutti i requisiti e, di conseguenza, mi avrebbero spostato dove dicevano loro.

Cosa che io non posso permettermi, visto che a causa dell’invalidita’ sopra citata non ho la patente: devo rimanere il piu’ vicino al centro della citta’.

A distanza di un paio di giorni dalla chiamata vengo a sapere che ad una vecchietta che vive sola, e che inizialmente era stata collocata a Gignano, viene comunicato che andra’ a S.Antonio in un appartamento con 2 camere e 2 bagni.

Mi reco al Comune per chiedere spiegazioni: ma mi sanno solo confermare che la vecchietta, effettivamente, vive da sola e che gli veniva assegnato un appartamento grande, non standoci né l’assessore e né l’impiegata che si occupa di queste cose, in quanto in ferie.

Mi reco all’altro ufficio del Comune, dove consegnano le chiavi per chiedere uno slittamento di una settimana, in modo tale da farli rientrare dalle ferie: pur spiegandogli la mia situazione, a muso duro mi viene risposto che mi dovevo presentare e rifiutare. Da premettere che una settimana prima mi avevano dato l’appuntamento: sono andato e non si e’ presentato nessuno. Alla mia chiamata mi viene risposto che avevano smarrito le chiavi e che si erano dimenticati di avvisarmi.

Ora io ho dovuto prendere, pur essendo 2 persone, di cui 1 con una invalidita’, un appartamento piccolo, e una vecchietta che vive da sola prende un appartamento grande: mi chiedo, perché tutta questa differenza ed ingiustizia?”

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(e.f.)