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Il comodato gratuito di Don Chisciotte

Signore, come vanno le cose? Mi sembra che in città si respiri aria pesante. Forse sarà la calura estiva.
Signora mia, ma di quale afa vai parlando. Qui si respira un’aria particolarmente invernale. Sarebbe meglio dire “infernale”. Hai sentito che botta le bollette dell’acqua, della luce e del riscaldamento? I fornitori, per non correre rischi, hanno staccato le utenze. Adesso viene il bello, perché a pagare sarete sempre voi!!!
Signore, scusate la mia ignoranza. Ma, il grande Hidalgo non ha sempre detto che la “reggia” dei Quattro Cantoni, che ha voluto per la sua “dignità” regale, gli era stata concessa in “comodato gratuito”?
Carissima, non dare retta a sogni. Il fitto potrebbe essere anche gratuito, ma fino ad un certo punto. I consumi energetici, però, sono a carico di chi usa la casa. Mi sembra anche giusto. Non ti pare?
Signore mio, ci deve pur essere qualcosa che non funziona. Per spendere sedicimila euro in una sola stagione invernale, francamente mi sembra alquanto esagerato.
Mia cara, hai forse dimenticato che stiamo parlando della residenza di rappresentanza di Don Chisciotte, voluta e pretesa ad ogni costo. .  Certamente, posso dirti che ha pensato di essere scaltro. In effetti, però, non lo è. Ha tentato, in ogni modo, di camuffare le spese per la regale residenza con la gratuità della locazione. Ti potrà sembrare strano, ma è andato su un “progetto immaginario”. Ha rispolverato quelle poche conoscenze di latino, oppure qualcuno ha fatto da suggeritore, per appellarsi ad un vecchio principio di Ulpiano: “Cogitationis poenam nemo patitur”, ovvero “Nessuno può essere punito per il pensiero”. Il grande Hidalgo ha ritenuto, e così ha messo a credere al popolo, che nella dicitura “comodato gratuito” fosse compreso tutto, anche la colazione, il pranzo e la cena. L’alloggio no. Avrebbe dovuto dormire in una di quelle anguste cellette della clausura e, francamente, si sarebbe sentito alquanto stretto e ristretto al mio cospetto, perché in quel luogo non gli sarebbe stato consentito togliere il mio crocifisso.
Signore, francamente non riesco a capire come abbia potuto spendere sedicimila euro, almeno così ha detto, anche se ritengo che la spesa possa essere sensibilmente superiore. Voi avete sempre affermato che scarseggiano le idee, specialmente quelle progettuali. Forse, quelle quattro che girano da un decennio bisognerebbe tenerle in caldo, altrimenti finirebbero per congelarsi anche quelle. Perciò, ha dovuto tenere acceso il riscaldamento, ad alta temperatura, notte e giorno, per tutto l’inverno. Anche la luce ha dovuto tenere accesa. In quell’ex angusto convento l’illuminazione scarseggia. Allora, mi sapreste dire di quale sede di rappresentanza si possa parlare? Me lo vorreste spiegare?
Mia cara, non si tratta di una residenza regale. È un fabbricato che si trova al centro della vecchia città e rappresenta il luogo strategico per giocare ai “quattro cantoni”. Te lo ricordi quell’infantile giochetto che facevano i ragazzi? Oggi Don Chisciotte si è ricordato di quel diversivo per spostare, a suo piacimento, i vari assessori, ai quali attribuisce le responsabilità, soltanto per aver sbagliato la mossa del posizionamento nel cantone giusto. Consentimi un appunto. Ti facevo più attenta ed oculata, invece cominci a perdere colpi e non osservi cose importantissime. Nella presunta spesa di sedicimila euro non è compresa quella per la carta igienica. Fonti credibili e accreditate mi hanno riferito che sono stati acquistati ben cinquemila rotoli di carta igienica. Non commettere il banale errore di credere che la carta sia stata usata per esigenze igienico sanitarie. Non è stata impiegata per una dissenteria generale grave e continua. È stata usata, invece, come modulo continuo per prendere fugaci appunti dei lavori di manutenzione da fare al Progetto CASE, al patrimonio stradale, alla rete fognaria, per la pulizia dei chiusini eternamente ostruiti, per il taglio delle erbe che hanno raggiunto altezze record. Tutti questi appunti, però, sono svaniti nel nulla perché si sono automaticamente cancellati. Don Chisciotte non ha minimamente pensato che la carta igienica possa essere di natura biodegradabile. E, così, tutti gli appunti sono finiti in gloria nel depuratore, senza che nessuno abbia potuto leggerli, ammesso che siano stati effettivamente annotati.
Signore mio, siete più pungente della comare Lucietta, te la ricordi? Quella che affermava sovente “no’ me ‘mporta che abbusco, basta che litico”. Per dare una idea precisa della situazione che regna nella reggia del grande Hidalgo, avete argutamente fatto riferimento anche alla sapienza di Cicerone per definire il tutto in maniera esemplare, chiara e concreta: “ut ager quamvis fertilis sine cultura fructuosus esse non potest, sic sine doctrina animus” che, in una normale traduzione, offre questo significato: “Come il campo, benché fertile, senza coltura non può dare frutti, così è dell’animo senza dottrina”. A questo punto ritengo che debba rientrare urgentemente a casa per nascondere quei pochi rotoli di carta igienica che ho acquistato al supermercato. Qualcuno potrebbe trasferirli ai Quattro Cantoni. E così sia.