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Il ponte della discordia è ancora chiuso

Di Francesca Marchi

Il ponte, utile a creare un collegamento per il santuario della Madonna D’Appari, è ancora impraticabile, è sbarrato dalle transenne dei lavori in corso. Lo si nota dalla statale 17 bis che porta verso Assergi o dal percorso pedonale in legno che unisce la frazione di Paganica al santuario.
Il passaggio in ferro che è spuntato all’improvviso lo scorso febbraio aveva fatto tanto discutere i residenti per la poca sintonia con il verde circostante.
“Più brutto di così è impossibile”, “Ma non potevano farlo di legno?”, “Questa è l’estetica dei baraccati”. – avevano commentato diversi lettori dopo l’articolo del Capoluogo.it che annunciava i lavori per il nuovo passaggio pedonale. Mesi fa il presidente dell’Amministrazione Separata di Paganica e San Gregorio, Fernando Galletti, aveva denunciato la presenza di  quantità preoccupante di acqua e detriti. Il fiume Raiale non è poi così pulito: rifiuti di plastica, indumenti e stracci, pezzi di legno e di asfalto e notevoli tracce di gasolio in superficie.

Il passaggio in legno invece, realizzato nel 2013, è esteticamente più decoroso e in sintonia con l’ambiente. Quest’ultimo fa parte di un altro progetto a cura di  Antonio Manna e Paolo Masciocchi, i due ingegneri conosciuti anche per aver ideato la bretella di collegamento tra Porta Napoli e la Mausonia.
Il sentiero parte dal santuario e arriva fino al Ponte del Mulino di Paganica, è un percorso di più di 300 metri che richiama molte persone che vogliono fare una passeggiata in un posto suggestivo come quello che offre la Madonna D’Appari.
Questo scrigno naturale è stato oggetto di critiche a causa di un altro pasticcio. La messa in sicurezza della galleria, scavata a mano nella roccia nel 1877 e ampliata all’inizio del 900 tramite l’esplosione di dinamite. I lavori effettuati dalla Provincia dell’Aquila avevano rimosso le pietre ritenute pericolanti e fu allargata l’apertura. L’impatto visivo non fu eccezionale: un tunnel di cemento al posto di una galleria nella roccia. Ne seguirono dibattiti accesi tra i cittadini e l’allora assessore provinciale Guido Liris.
Intanto, bruttezze a parte, c’è da dire che il passaggio pedonale si attende da tempo visto che parcheggiare l’auto e poi percorrere la statale  a piedi, pur se per qualche centinaia di metri, rappresenta un rischio evidente. La strada è molto trafficata e vi transitano anche mezzi pesanti.