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Convitto e Palazzo Margherita, ok dalla Soprintendenza

Dopo una complessa e impegnativa istruttoria conclusa in meno di due mesi, la Soprintendenza dell’Aquila e cratere ha approvato i progetti di ricostruzione e restauro di Palazzo Margherita, sede del Comune, e dell’aggregato del Convitto Nazionale e della Biblioteca Provinciale, ultimo settore dei “Quattro cantoni” ancora da restaurare.

Un passo importante con il quale può dirsi praticamente concluso il lavoro di esame e autorizzazione in carico alla Soprintendenza per tutti gli edifici di interesse culturale che si affacciano sul Corso, spina portante dell’Asse centrale cittadino, cui è stata riservata la priorità assoluta nella ricostruzione.

Lo stesso vale per l’area di piazza Palazzo e il primo tratto di Corso Umberto I fino a piazza S. Margherita, dove le facciate restaurate stanno completando un ritrovato scenario urbano che meno di quattro anni fa, con il Palazzetto dei Nobili, recuperava il primo prezioso edificio pubblico del centro storico.
Sono circa quaranta gli edifici e aggregati di interesse culturale che arricchiscono con le loro facciate monumentali e i loro cortili pregevoli, in una sequenza pressoché continua, l’asse principale del centro storico e la diramazione verso Palazzo Margherita e la Chiesa dei Gesuiti.

palazzo margherita

Dalla Fontana luminosa ai Quattro Cantoni e oltre la Piazza del Mercato, quasi tutto il fronte urbano è composto da edifici sottoposti a tutela, fino agli edifici degli anni Trenta, alla Villa comunale (con l’Emiciclo, la Chiesa di Cristo Re e il GSSI) e al quartiere INCIS a Porta Napoli.

Tutti sono stati esaminati e approvati, i lavori avviati da tempo e in molti casi già conclusi, con uffici, attività e abitanti rientrati. Al mosaico mancano, ad oggi, solo due tessere, aggregati per i quali il progetto non è ancora pervenuto o é stato presentato da poche settimane e, pertanto, con istruttoria in corso.
Sia per l’aggregato dei Quattro Cantoni – con il Convitto Nazionale e la Biblioteca Provinciale – sia per Palazzo Margherita, i progetti si sono confrontati con rilevantissimi problemi strutturali che hanno richiesto impegnative verifiche, indagini approfondite, soluzioni tecniche specifiche e delicate scelte di restauro e conservazione. L’imminente avvio dei lavori consentirà di recuperare punti nodali e simbolici del centro storico, completando l’immagine del suo percorso principale.

Nelle scorse settimane presso la Soprintendenza è stato ultimato l’iter istruttorio dei progetti di altri due importanti edifici storici: il Convento di S. Bernardino e il Convento di Collemaggio (entrambi di competenza del Provveditorato OO.PP.), il cui pieno recupero potrà integrarsi con le monumentali basiliche connesse: quella di San Bernardino, da tempo restituita alla città, e quella di Collemaggio, nella quale i lavori di consolidamento e restauro procedono speditamente, sotto la direzione della Soprintendenza.
Come per tutti gli altri interventi di ricostruzione, la Soprintendenza prosegue nel suo costante lavoro di controllo e alta sorveglianza nei cantieri, affiancando tecnici e imprese nella valutazione delle scelte in corso d’opera e degli eventuali rinvenimenti inattesi che, come ormai succede quasi quotidianamente nei lavori di restauro del patrimonio culturale pubblico e privato, non smettono mai di riservare inedite e sorprendenti scoperte.
Un compito sempre più impegnativo, che si aggiunge alla costante partecipazione a commissioni e tavoli tecnici attivati con gli altri uffici (USRA, USRC, Struttura di missione, Comune e Regione) e che deve misurarsi con crescenti e irrisolte difficoltà operative, legate anche alla ridotta dotazione di personale: infatti, a un anno e messo dalla sua istituzione, la nuova Soprintendenza aquilana sta faticosamente operando in città e nei 56 comuni del cratere – con risultati evidenti e diffusamente riconosciuti – con una struttura insufficiente e una dotazione di personale che non raggiunge neanche il 50% di quello assegnato.