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Powercrop si ferma: chiederà risarcimenti alla Regione?

Si apre uno scenario nuovo nella vicenda della costruzione della centrale a biomasse da parte di Powercrop a Borgo Incile, frazione di Avezzano.

Come riportato infatti dal blog di Pierluigi Palladini, Powercrop ha rinunciato alla richiesta di sospensiva presentata al Tar contro il provvedimento di diniego pronunciato dalla Regione Abruzzo.

La decisione è stata annunciata ieri mattina, nel corso dell’udienza davanti ai giudici amministrativi del Tar di L’Aquila dagli stessi legali e dai rappresentanti dell’azienda: “una decisione” si legge “maturata all’indomani della notifica della memoria di comparsa depositata al Tar dall’Amministrazione comunale di Avezzano che, con il legale Herbert Simone e con l’assessore all’ambiente Roberto Verdecchia, ha contestato entrambi i principi sui quali si basava il ricorso della Powercrop. Secondo il Comune di Avezzano, infatti, la Powercrop non poteva recriminare né per quanto concerne l’ordine del Tar stesso che non prevedeva il diritto della Powercrop a aver riconosciuto il diritto a realizzare l’impianto, ma, al contrario, semplicemente che la decisione sul Piano d’Area era tutta da rifare.”

“Per quanto concerne poi la parte delle motivazioni preliminari poste alla base del diniego della Regione, il Comune di Avezzano ha opposto come tali motivazioni sono tutte fondate visto che sia per quanto concerne l’ottenimento dei terreni sia per quanto rileva l’intero progetto di riconversione dell’ex zuccherificio di Avezzano, ad incorrere in irregolarità era stata la stessa Powercrop e non le Istituzioni. A corredo di tutto ciò, e di tante altre contestazioni, come ad esempio la dimensione della stessa centrale assolutamente fuori limite, la memoria del Comune di Avezzano, redatta da Simone e Verdecchia, ha portato all’attenzione dei leali di controparte de i giudici una mole di documentazione non indifferente.”

“I legali di Powercrop, quindi, hanno dichiarato di rinunciare alla sospensiva e di voler procedere sul merito: fatto questo che fa intendere come la strada dell’azione è più volta a perseguire l’ottenimento di risarcimenti dalla Regione Abruzzo che a realizzare la centrale biomassale.”