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Commercianti: E’ come se non fossimo mai esistiti!

di Francesca Marchi
Il centro storico dell’Aquila, a sette anni dal terremoto, è un vero cantiere. Palazzi nuovi si alternano a quelli in ricostruzione, altri invece sono ancora in attesa.
In questi giorni è il turno dei sottoservizi. “Lavori in corso” si legge sul pannello posto all’ingresso di Corso Federico II dal lato della Villa Comunale che blocca il passaggio anche ai pedoni. Si può accedere solo da Via Sant’Agostino.
corso federico 2016 1Fino a domenica c’era un percorso stretto tra le impalcature e teloni bianchi che ‘nascondono’ i lavori dei sottoservizi. Gli scavi non si fermano e procedono anche in questa parte della città che ha visto il rientro di diverse attività commerciali, uffici e anche qualche famiglia.

“E’ una situazione in continua evoluzione” – ci spiega la titolare della gioielleria Armenia. “Ho un disagio evidente da quindici giorni. So che prima o poi avrebbero dovuto fare questi lavori, ma non è ora il momento adatto. La mia intenzione non è lanciare un messaggio negativo e nemmeno scoraggiare gli aquilani che vengono in centro, ma settembre sarebbe stato il mese ideale per lavorare ai sottoservizi, insomma dopo l’estate”.
Questo è il punto di vista di una delle storiche commercianti di Corso Federico II che ha riaperto da qualche mese la sua attività nel vecchio locale. La data prevista per la fine dei lavori dei sottoservizi in questo tratto di corso è il 12 Agosto.  
Ma c’è anche chi aspetta il ritorno nel cuore della città. “C’è chi farebbe carte false per riaprire l’attività in centro. Io vorrei rimettere in piedi la mia”– a dirlo è Tony Di Sabbato che ha gestito per anni lo storico negozio di famiglia in Piazza San Marco, dove i lavori sono cominciati da tre mesi. “L’amministrazione ha fatto indubbiamente scelte sbagliate, si sono fatti la guerra invece di pensare al bene della città. Molti di noi hanno anche delle problematiche legate a investimenti antecedenti al sisma e viviamo con Equitalia attaccata alle costole, che si prende le nostre macerie”.
Il Piano di sostegno per le attività nei centri storici che prevede circa 20 milioni di euro da spalmare fino  al 2020 sarà una boccata d’ossigeno per il commercio. Un intervento ad ampio spettro che riporterà in centro almeno 400 tra negozi e studi professionali. Una partita da 20 milioni di euro a cui hanno lavorato il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, e il sindaco, Massimo Cialente.
Gli uffici, i lavoratori e le persone devono tornare in centro; Di Sabbato osserva: “Gli aiuti degli sconti fiscali e dei bandi non bastano. Se rientrassi nel mio locale di 200 metri quadri senza nulla attorno, cosa mi porterebbe? Non dovrebbero farci rientrare un pezzo la volta, ma insieme. Un plauso a chi ce l’ha fatta, a Nurzia, Armenia e gli altri.  Siamo tutti molto arrabbiati e un po’ spenti, ma pronti a vedere la luce. Siamo ancora qua e non siamo andati via, anche se è come non fossimo esistiti“. 

corso federico ii luglio 2016