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Ospedale L’Aquila affaire: quante bugie!

di Roberta Galeotti
Presentata, finalmente, la nuova rete ospedaliera della regione, non senza polemiche. Come vi abbiamo raccontato, sarà presente un solo presidio di secondo livello (con la connessione funzionale degli ospedali di Chieti e Pescara), due presidi di primo livello ad alta specializzazione (L’Aquila e Teramo, nell’attesa dello studio di fattibilità per l’ospedale di secondo livello), tre presidi di primo livello standard (Lanciano, Vasto e Avezzano), quattro ospedali di base (Giulianova, Sant’Omero, Atri, Sulmona) e due ospedali di area disagiata (Penne e Castel di Sangro). Peccato che nel decreto Lorenzin nel punto 1 degli allegati si stabiliscano solo tre tipologie di ospedali :di base, di primo e di secondo livello e a ciascuno di questi vengono attribuite specialità via via più pesanti.
Il primo livello ad alta specializzazione non esiste, il decreto 70 non lo menziona: quindi ad oggi definendo L’Aquila e Teramo di primo livello questi ospedali sono e diverranno identici per specialità all’Ospedale di Avezzano o a quello di Lanciano . Ma c’è dell’altro. Ha fatto notizia la questione relativa alla doppia Neurochirurgia: la prima all’Aquila, destinata a rimanere, e la seconda, “doppione” di quell’aquilana, ad Avezzano, chiusa per ferie ma destinata a chiusura perché senza i numeri opportuni (Avezzano non ha i numeri: stroncata Neurochirurgia). Una serie di pressioni e intromissioni politiche da parte, soprattutto, marsicana che ha portato prima alle dimissioni del professor Galzio e poi ad un tira e molla stroncato, appunto, dalle parole in consiglio regionale dell’assessore Paolucci. Ma al centro delle pressioni politiche c’è anche il reparto di Emodinamica sul quale, qui sì, l’ospedale di Avezzano pare vincerà: sarà garantita l’apertura del reparto 7 giorni su 7, h24. Ma sempre nel decreto di cui sopra, la realtà è un’altra: ad oggi l’unica Emodinamica che può svolgere le funzioni H24 è quella dell’ospedale di secondo livello (vedi allegato 1 punto 2.2 che recita: ”I presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, sono strutture dotate di DEA di II livello……. Tali presidi sono dotati di tutte le strutture previste per l’Ospedale di I Livello, nonche’ di strutture che attengono alle discipline piu’ complesse non previste nell’Ospedale di I Livello, quali a titolo indicativo: Cardiologia con emodinamica interventistica h. 24, Neurochirurgia, Cardiochirurgia e Rianimazione cardiochirurgica, Chirurgia Vascolare, ChirurgiaToracica, Chirurgia Maxillo‐facciale, Chirurgia plastica, Endoscopia digestiva ad elevata complessita’, Broncoscopia interventistica,Radiologia interventistica, Rianimazione pediatrica e neonatale, Medicina Nucleare e altre eventuali discipline di alta specialita’.”) Il piano esposto dall’Assessore Paolucci pare dunque contro diverse norme e soprattutto non rispetta il decreto Lorenzin, segnatamente nell’attribuzione delle specialità che dovevano essere concesse in base a valutazioni serie che avrebbero dovuto tener conto di una serie di parametri misurabili, tutti facenti capo al know-how (conoscenza) delle attività.