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L’insensato doppio senso su Via Roma

di L. S.
Sulla questione dell’insensato doppio senso su Via Roma ad Avezzano siamo davvero alle comiche finali. Che l’eliminazione del senso unico sia cosa insensata, come detto e scritto da esperti ed ingegneri del traffico, lo hanno sperimentato i cittadini di Avezzano nel primo weekend a doppio senso: nel pomeriggio di sabato 20 luglio occorrevano più di 15 minuti per percorrere poche centinaia di metri di Via Roma. Possiamo immaginare cosa accadrà alla riapertura delle scuole.
Anche sulla questione di Via Roma il Sindaco ha agito di pancia e non di testa. Nessuna seria progettualità è stata espressa da parte dell’Amministrazione Di Pangrazio, nessuna idea di città futura è stata dibattuta. Si naviga a vista, sentendo questo o quel commerciante, a colpi di comunicati stampa, su temi importanti che avrebbero meritato un ben più ampio dibattito e respiro. Avrebbero meritato, perché il Sindaco si ricorda di affrontare argomenti qualificanti – come il piano regolatore o il riassetto della mobilità o l’isola pedonale – soltanto alla fine del suo mandato.
In questo caso di Via Roma, però, il Sindaco ha superato sé stesso, arrivando alla vera e propria mistificazione. L’argomento tipico di difesa utilizzato dal Sindaco contro le molte critiche ricevute è che il doppio senso su Via Roma sia un’azione esplicitamente prevista dal “Programma di mandato 2012/17”. Non è così.
Nel Programma di mandato la questione del traffico viene correttamente inquadrata nelle cornici dello sviluppo urbanistico di Avezzano e del ruolo del centro città.
“Il centro Città – si legge infatti nel Programma – va riqualificato attraverso un deciso miglioramento delle dotazioni strutturali in modo che sia compatibile l’area pedonale con il commercio e la presenza di uffici e servizi istituzionali quali scuole, tribunale e uffici collaterali, centri culturali”. Ed ancora: “la revisione del Piano Generale del Traffico Urbano sarà effettuata coinvolgendo l’ampio articolato sociale della città con una costante condivisione con la cittadinanza. Il Piano Traffico, pertanto, va sempre inquadrato nelle cornici strategiche fissate dal Piano Urbano della Mobilità che fornisce all’Amministrazione uno strumento di coordinamento delle azioni settoriali in un più ampio quadro di strategie, di obiettivi e di priorità che investono non solo l’assetto della mobilità, ma necessariamente anche il governo della Città ed il suo sviluppo”.
In sintesi, nel Programma del Sindaco la questione della revisione del “quadrilatero” viene correttamente legata a tre essenziali premesse: la progettazione urbanistica di Avezzano futura, la riqualificazione del centro storico ed il correlato piano urbano del traffico. Nel Programma venivano inoltre previste una serie di azioni sulla promozione della mobilità sostenibile, piste ciclabili, percorsi pedonali, trasporti urbani, auto elettriche, ecc., ed anche su questo nulla è stato fatto.
Promesse che, ancora una volta, sono restate lettera morta. Sull’isola pedonale si procede senza alcuna vision della Città futura, sul traffico poi non ne parliamo, dominano improvvisazione e dichiarazioni spot. L’Amministrazione contraddittoria e confusionaria del Sindaco è scesa come una nebbia opaca sulla città, una città senza strategie e quindi ormai emarginata nel contesto della politica regionale e nazionale.
Prima che il Sindaco faccia altre rutilanti promesse, sul tipo di quella odierna sul “rifaccio il Piano regolatore a otto mesi dalle elezioni”, fatte apposta per confezionare il comunicato stampa quotidiano, qualcuno degli “yes man” che lo circondano dovrebbe ricordargli che le promesse sono una cosa normale in politica, ma si devono coniugare con la fattibilità di quanto promesso, con le disponibilità finanziarie e con la definizione del percorso amministrativo che porta la promessa ad essere onorata.
Altrimenti quelle del Sindaco non sono “promesse”, ma più propriamente “bugie”. Non dire bugie, quando si amministra una Città, è una questione di rispetto nei confronti dei cittadini, e di rispetto del ruolo di Sindaco che si ricopre pro-tempore.