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Unioni Civili: anche L’Aquila si prepara

E’ arrivato l’atteso via libera del Consiglio di Stato al decreto sulle unioni civili che darà concreta attuazione alla legge Cirinnà, approvata nel maggio scorso. A partire da oggi, il Dpcm può essere adottato dal Governo e se il ministero dell’Interno usa il periodo della vacatio legis di 15 giorni per istituire il registro provvisorio previsto dal decreto, l’ufficiale di Stato civile per l’11-12 agosto potrà raccogliere la documentazione e la prima unione civile potrà quindi essere celebrata ragionevolmente per ferragosto.

Unioni civili che, dunque, potranno essere celebrate anche a L’Aquila, nelle location che già ospitano i matrimoni civili tra coppie eterosessuali: Palazzo Fibbioni, il palazzetto dei Nobili, l’auditorium di Renzo Piano e la sede comunale di via Roma oltre alla frazione di Paganica. Il sindaco Cialente ha dichiarato al nostro giornale che gli uffici preposti si stanno organizzando per permettere anche alle coppie omosessuali di unirsi civilmente nel capolugo abruzzese.

Dall’ufficio anagrafe del Comune si apprende che sono già state diverse le coppie che – recandosi presso gli uffici o per via telefonica- hanno chiesto informazioni a riguardo, coppie che non possono ancora inoltrare la richiesta (mancano i moduli ad hoc) ma che potranno farlo presumibilmente entro l’estate. Il 2016, quindi, potrebbe essere l’anno delle celebrazioni delle prime unioni civili per L’Aquila.

A livello nazionale, intanto, tiene banco la vicenda di alcuni sindaci italiani che si professano obiettori di coscienza. La parlamentare dem Anna Paola Concia, nativa di Avezzano, attivista per i diritti LGBT, sfoga su Facebook la sua rabbia: “Come mai non vi siete ancora incaxxati come le bestie per il fatto che tutti i tg dicono che esiste l’obiezione di coscienza nella legge sulle ‪‎unioni civili‬? E ve lo devo dire io dalla Germania? Invece di credere ai tg e scrivere inutili post indignati, alzate le chiappe e prendetevela con i tg che vogliono semplicemente creare casino dove non c’è! L’obiezione di coscienza non esiste – scrive Concia – e un sindaco può non celebrare come fa nei matrimoni etero!”.