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Monte Camicia, morti due alpinisti

Due alpinisti sono precipitati mentre scalavano Monte Camicia. Si tratta di Roberto Iannilli e Luca D’Andrea, due esperti della montagna. Sono morti e i corpi sono stati ritrovati ai piedi della montagna.  La macchina dei soccorsi si è immediatamente attivata, la stazione competente in questo caso è quella teramana. I soccorritori fanno sapere che le operazioni sono state molto complesse. I due uomini erano fuori da un paio di giorni e  familiari e amici non avevano avuto più notizie. Erano ancora legati tra loro: uno potrebbe aver perso l’appiglio, provocando  la caduta del compagno. I corpi sono stati recuperati e trasportati nell’obitorio dell’ospedale di Teramo.
Arrampicavano nel lato esposto a nord quando l’incidente si è verificato. Qui la parete precipita per oltre 1200 metri sulle colline del teramano .
I due sono molto noti per aver fatto numerose spedizioni sia in italia che fuori. (francesca marchi)

Roberto Iannilli, 60 anni, di Cerveteri (Roma) ma teramano d’adozione con alle spalle innumerevoli scalate sul Gran Sasso praticava l’alpinismo dal 1983. Ha esplorato così tutte le pareti del Gran Sasso, dal Corno Piccolo alle pareti più difficili come la nord del Monte Camicia, per un totale di oltre cento vie nuove, molte aperte in solitaria. Grande esperienza in montagne extraeuropee: sei le sue spedizioni tra Himalaya e Cordillera Blanca. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per le sue scalate, tra i quali nel 2002 il premio “Tiziano Cantalamessa”, promosso dalla sezione del Cai di Ascoli, per la salita più importante in Appennino, compiuta col compagna di scalata Ezio Bartolomei sulla parete nord del Monte Camicia.
Con l’altro esperto alpinista Luca D’Andrea, di Sulmona, Iannilli aveva iniziato la scalata sul monte Camicia da ieri, pare per aprire una nuova pista sul difficoltoso versante nord.