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Infopoint chiusi, turisti smarriti nel Parco

di Francesca Marchi
Punti informativi chiusi in piena estate e turisti che non sanno a chi rivolgersi. Questa è la situazione che si trova all’interno del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il terzo più grande d’Italia per estensione territoriale.
Sono 17 in totale i punti di ricezione dislocati nei comuni ricadenti nel Parco. Di questi ben otto sono chiusi, la maggior parte, vale a dire cinque, si trovano in provincia dell’Aquila dove c’è un Gran Sasso ignorato dall’ente che invece dovrebbe promuoverlo. Le province di Teramo, Pescara, Rieti e Ascoli Piceno dispongono di una rete di strutture adatte all’accoglienza turistica composta da musei, centri visita e punti informativi aperti tutto l’anno o a stagione. I turisti che invece arrivano nel versante aquilano restano senza informazioni, tranne per qualche rara eccezione: il Centro Visite Terre della Baronia di Santo Stefano di Sessanio e il Punto Informazioni Turistiche di Castelvecchio Calvisio. 
Per Santo Stefano di Sessanio è stata fatta una gara di affidamento, c’è infatti un’associazione che gestisce il punto informativo e che percepisce 30 mila euro l’anno. La stessa cosa è avvenuta per Farindola e Bussi. Resta scoperto invece il front office di Arischia che è in attesa di essere affidato per la gestione, ma a quanto pare non è stata fatta ancora la gara pur esistendo alcune associazioni del territorio che gestirebbero il punto gratuitamente soprattutto nella stagione estiva in cui il paese si riempie di turisti.

punti informativo parco

Anche l’Antiquarium di Assergi non dispone più dello sportello ricettivo. Il locale di Via del convento è anche la sede dell’Ente e lo si trova aperto solo negli orari d’ufficio, quindi il turista che arriva nel weekend o nei giorni di festa trova una porta chiusa.
Poco più su c’è la struttura di Fonte Cerreto che è sempre stata chiusa quest’anno. L’ ex Casa Cantoniera che avrebbe dovuto ospitare i locali del Centro Visita e Show Room dei Prodotti Tipici del Parco venne ristrutturata e riqualificata dall’Ente Parco grazie ad un progetto in convenzione con il Consorzio Arca GAL Abruzzo, che finanziò gli interventi di allestimento. Tanti sono i soldi spesi per i centri di accoglienza e per quelli informativi, ma quando ci si arriva non si trova l’accoglienza che il parco pubblicizza.

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