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I Cinque Stelle si perdono sulle vie del tartufo

Era iniziato con un errore, se vogliamo banale, di “denominazione”: i paesi della Valle del Tirino erroneamente inseriti nella Valle Subequana. E’ terminato con un errore marchiano da parte dei Cinque Stelle che, pur di correggere il primo errore, ne commettono un altro ben più grande: nella valorizzazione dell’oro nero abruzzese, il tartufo, non inseriscono il territorio che più ne produce, ovvero la Valle Subequana e la Valle Peligna.

Ma ripercorriamo il tutto.

Otto città, quattro vie del tartufo: i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle hanno lanciato stamattina una idea per rilanciare il turismo, l’agricoltura e l’economia dell’Abruzzo partendo dal tartufo, vero e proprio oro nero delle nostre aree interne.

Una iniziativa meritoria, quella dei consiglieri regionali Cinque Stelle, che da sempre studiano approfonditamente gli argomenti sui quali si impegnano: stavolta però qualcosa deve essere loro sfuggito, visto che nel promuovere le tipicità locali non hanno fatto i conti con la geografia del territorio.

Accanto, infatti, alla via della Val Di Nora (che va da Catignano ad Alanno, passando per Carpineto), della Val Di Sangro (da Quadri a Torre Bruna, passando per Rosello e per gli altri paesi della vallata) e della Laga (Campli, Cellino Attanasio su tutti) c’è una via del Tartufo Subequana all’interno della quale… non ci sono paesi della Valle Subequana. 

I paesi che sono stati elencati dai Cinque Stelle nella via del Tartufo Subequana sono, invece, della Valle del Tirino nella quale sì, si produce tartufo, peraltro insieme ad altre tipicità locali come lo zafferano: ma il più rinomato e conosciuto in tutto l’Abruzzo è senza dubbio il tartufo nero della Valle Subequana e Peligna.

Nel pomeriggio, dopo la pubblicazione del nostro articolo, la rettifica: “via del tartufo Subequana è stata cambiata in Via del Tartufo Tirino”. Cambia un nome, ma cambia anche la sostanza, visto che si taglia fuori dal percorso di eccellenza dei tartufi una delle aree in cui maggiormente vengono cavati, con una economia che esporta anche all’estero il prodotto finito, portando oltralpe il nome dell’Abruzzo.

Ma evidentemente, visto che solo questa è stata la correzione, per i consiglieri 5 Stelle i paesi che, costeggiando il Tirino, portano dall’aquilano a Pescara sono quelli in cui si cava il miglior tartufo: Popoli (Città del Tartufo), Bussi, San Benedetto in Perillis, Navelli, Collepietro, Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio, Capestrano, Ofena (Città del Tartufo), Villa Santa Lucia, Castel del Monte.

“Al di qua” di Bussi, nella Valle Subequana “vera” c’è un altro Castelvecchio foriero di tartufi (Castelvecchio Subequo). Poi ci sono Fagnano, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Secinaro, Succiano (che si prepara fra l’altro alla sagra del tartufo), Acciano, Molina Aterno (dove una azienda locale è stata premiata proprio per la produzione e lavorazione dei tartufi), Goriano Sicoli.

Si stima che la metà dei tartufi italiani provenga dall’Abruzzo: ed è importante che gli abruzzesi stessi – primi fra tutti coloro che li rappresentano – sappiano da dove proviene il loro oro nero, fatto di un odore intenso e con potenzialità ancora inesplorate.

La proposta del Movimento Cinque Stelle

Una legge che ha lo scopo di rilanciare turismo, agricoltura ed economia dell’Abruzzo partendo da una materia prima che vale come l’oro: il tartufo. Un comparto importante con 6mila cercatori autorizzati, 36 aziende e 210 quintali di tartufo l’anno, 3 aziende di cui 1 pubblica e 6 associazioni.  La proposta del M5S è quella di istituire nel nostro territorio le “Città del tartufo” che permetteranno di dar vita alle  “Strade del tartufo”  “Lo sviluppo strutturale del comparto tartufigeno” afferma  Domenico Pettinari, primo firmatario della legge “ come prodotto tipico della produzione agricola Abruzzese, vuol dire attivare un processo di sviluppo territoriale complesso e multidimensionale, che comprenda la componente agricola di un territorio, la sua dimensione turistica e la sua stabilità ecologica. La Strada del tartufo” spiega ancora Pettinari “in sostanza deve essere intesa come quella rete capace di mettere in relazione diverse componenti di un territorio, creando un’azione sinergica tra queste, grazie ad  un’azione collettiva”. “L’intento” spiega ancora Pettinari “è quello di  creare avviare un  marketing territoriale destinato da un lato a rafforzare il settore tartufigeno in continua crescita, dall’altro a sfruttare quest’ultimo per proiettare effetti di ritorno sulla valorizzazione economica e turistica dell’intera regione. Questo al fine di ottenere numerosi benefici, come l’emergere di forme di cooperazione e coordinamento fra gli operatori del territorio che saranno capaci di realizzare un’offerta turistica dotata di attrattività commerciale. Inoltre, sarà utile  sollecitare l’investimento privato nel recupero e nella conservazione delle risorse paesaggistiche, oltre ad avviare il miglioramento qualitativo della produzione tartufigena e, più in generale, delle produzioni agricole collaterali e con forte identità territoriale.

Con il risultato ulteriore”continua il 5 stelle “ di creare nuove realtà lavorative”.  “Sarà l’Ente pubblico, inteso come Comuni e Regioni” afferma Pettinari “la figura di attore promotore, con il compito, non solo di spingere la creazione delle Strade del tartufo, ma di supportare fattivamente i soggetti coinvolti nella gestione facendo seguire azioni concrete passando strategicamente dal marketing settoriale ad uno di portata territoriale. L’adesione e creazione delle Strade del tartufo deve essere vista come condivisione di obiettivi, per assicurare un rapido decollo dell’iniziativa, possibilmente svincolato da ulteriori interventi a carico della finanza regionale”. “Crediamo che attraverso questa legge” conclude “si avii una partecipazione attiva delle istituzioni, con ruolo di coordinamento per promuovere una visione condivisa dei contesti locali capace di tradursi in consapevolezza, prima, e protagonismo territoriale, poi”.

Le 4 vie e le 8 città del tartufo

 

VIA DEL TARTUFO VAL DI NORA

Catignano (città del Tartufo), Civitaquana, Vicoli, Carpineto Nora (Città del Tartufo), Civitella Casanova, Brittoli, Coirvara, Pietranico, Cugnoli, Alanno.

VIA DEL TARTUFO SUBEQUANA (poi corretta in VIA DEL TARTUFO TIRINO)

Popoli (Città del Tartufo), Bussi, San Benedetto in Perillis, Navelli, Collepietro, Castelvecchio,. Calvisio, Carapelle Calvisio, Capestrano, Ofena (Città del Tartufo), Villa Santa Lucia, Castel del Monte.

VIA DEL TARTUFO VAL DI SANGRO

Ateleta, Quadri (Città del Tartufo), Borrello, Rosello, Civitaluparella, Roio del Sangro, Fraine, Castiglione messer marino, Torre Bruna (Città del Tartufo), Furci, Celenza sul Trigno.

VIA DEL TARTUFO DELLA LAGA

Campli Città del Tartufo), Cellino Attanasio (Città del Tartufo) Montorio al Vomano, Torricella Sicura, Castelli, Crognaleto.