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Turchia: ‘Tifavo per i militari’

“Per la prima volta nella mia vita tifavo per i militari” – commenta così il golpe della scorsa notte in Turchia Mimmo Srour*, originario della vicina Siria, terra che vive un massacro senza sosta. “Tutto quello che sta accadendo nel mondo, come il sangue ancora fresco dei bambini innocenti a Nizza, ha dei responsabili: l’Islam politico che strumentalizza una religione e la prende in ostaggio insieme all’evidente complicità dei mussulmani moderati. Il silenzio di questi ultimi fa rumore”.
La caduta del Presidente Erdogan cosa avrebbe cambiato? “Sarebbe stato un giorno da festeggiare, sarebbe stato un colpo pesante e forte all’integralismo islamico, ma non sarebbe bastato. L’Islam politico è orchestrato proprio Erdogan e dal suo partito. Bisogna fermare l’Islam wahhabita e gli Stati che lo alimentano ideologicamente ed economicamente come il Qatar, l’Arabia Saudita e gli Arabi del Golfo”.
Come? Chiudendo le frontiere tra la Turchia, Siria e Iraq. In questo modo non ci sarebbe futuro per il terrorismo. ‘I cani sciolti’ passano il confine con la complicità della Turchia e questo accade da cinque anni almeno. Solo così si può dare un colpo al terrorismo. Vanno toccate la fonte, l’origine e l’ideologia, altrimenti continueremo a piangere i nostri morti.”
Come vede la posizione dell’Occidente? “Viviamo in un Occidente fariseo e ipocrita che fa finta di non sapere e strumentalizza il terrorismo islamico e c’è chi paga: i cittadini, anche gli europei adesso. La metastasi wahhabita si diffonde sempre di più fra i musulmani, i suoi seguaci sono in continuo aumento e le sue vittime non si contano più”.
Perché il golpe è fallito secondo lei? “Gli Stati Uniti erano consapevoli  della divisione interna all’esercito, dove è evidente che non erano tutti con i golpisti. E sapevano anche che non ce l’avrebbero fatta. Ci sono state coordinate precise dettate alla parte lealista per colpire il golpe. Queste sono cose che ho letto e ascoltato in tutte le lingue. Quando Erdogan ha cominciato a trasmettere attraverso il suo cellulare invitando i sui a scendere per le strade, i muezzin per tutta la notte hanno fatto la stessa cosa, hanno chiamato alle armi. Sono deluso anche dalla posizione della chiesa cattolica, rispetto a quella ortodossa. La chiesa ha questa paura di dire le cose come sono. Eppure abbiamo sacrificato i cristiani doc in Medio Oriente”.
*ex assessore della Regione Abruzzo e della Provincia dell’Aquila, ex sindaco di Sant’Eusanio Forconese.
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