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Freelance: opportunità per lavoratori e aziende

Sempre più italiani si lamentano dei propri contratti di lavoro. Soprattutto per i giovani, infatti, il contratto a tempo indeterminato, ossia il cosiddetto posto fisso, rappresenta una meta molto difficile da raggiungere. Tuttavia, analizzando l’economia italiana si può intravedere un’altra realtà, quella dei lavoratori freelance, che ad oggi rappresentano circa il 21% del PIL nazionale. Cosa sono quindi i freelance e in cosa consiste il freelancing?
I freelance possono essere considerati dei liberi professionisti a tutti gli effetti che, pur non essendo qualificati come tali, svolgono il loro lavoro in maniera indipendente offrendo, in genere, i loro servizi in maniera autonoma, sia per clienti privati che per le aziende. Un lavoratore freelance, quindi, può gestire in modo flessibile gli orari di lavoro, più di un imprenditore indipendente, ed imposta il menù dei propri servizi, il prezzo e il target di riferimento a proprio piacimento. Questo tipo di lavoratori, inoltre, può offrire le proprie prestazioni con o senza la sottoscrizione di un contratto. Per questo motivo, la regolarità del lavoro autonomo nei confronti del fisco può variare, anche perché molti lavoratori freelance lavorano per lo stesso insieme di clienti anche per molto tempo. Chi intende affacciarsi nel mondo del freelancing, quindi, può avere alcune perplessità riguardo l’aspetto burocratico legato alle tasse ed, in generale, al fisco italiano.
Per i freelance, il modo migliore per regolamentare il loro lavoro, pagando quindi le varie tasse e versando i contributi, tuttavia, è quello di aprire una partita IVA, a patto che si raggiunga un reddito annuale di almeno 7.000 euro. Una partita IVA offre innumerevoli vantaggi per un lavoratore autonomo, poiché permette di fatturare a nome proprio, scaricare l’IVA in caso di acquisti di prodotti legati ai propri servizi e di evitare ogni tipo di accertamento da parte del fisco.
Come spiegato su mestiereimpresa.bnl.it, aprire una partita IVA non prevede nessun costo di apertura ma soltanto qualche spesa di gestione e quelle del commercialista, mentre per i giovani sono presenti importanti agevolazioni che eliminano qualsiasi costo iniziale. Gli ulteriori costi legati all’apertura di una nuova partita IVA, inoltre, sono quelli per accedere alla “Gestione Separata INPS” e il 5% delle tasse sulle proprie entrate annuali.
Quali sono i vantaggi per un lavoratore freelance?
In un Paese come il nostro dove si teme sempre di più il precariato, la possibilità di mettere a frutto le proprie competenze avviando una nuova carriera autonoma rappresenta un’enorme progresso. Oltre a gestire in modo autonomo gli orari di lavoro e il tipo di servizi da offrire, infatti, un lavoratore freelance ha la possibilità di gestire il suo denaro e quindi di vedersi aumentare le proprie entrate, al contrario di ciò che avviene con una busta paga fissa. I freelance, concludendo, svolgendo il lavoro in modo professionale, possono ambire ad una retribuzione molto alta, addirittura superiore a molti impiegati a tempo indeterminato.