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Tecnologie e ambiente, un milione e mezzo all’Università

E’ stato finanziato il progetto LIFE denominato BITMAPSPilot technology for aerobic BIodegradation of spent TMAH Photoresist solution in Semiconductor industries” dal valore complessivo di Euro 1.676.923.

Il progetto, coordinato dalla Società LFoundry Srl di Avezzano (AQ) in partenariato con il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia (DIIIE) dell’Università degli Studi dell’Aquila e con le aziende BME-Biomaterials & Engineering Srl (spin-off della stessa Università) e Indeco Srl, società di ingegneria lombarda (Busnago, MB), è iniziato il 1 luglio 2016 e terminerà il 31 Dicembre 2018. Il primo kick-off meeting si terrà a fine luglio presso la sede di LFoundry ad Avezzano.

LIFE BITMAPS prevede la realizzazione di una unità pilota per degradare alcune molecole complesse ottenute nel processo di produzione di circuiti integrati e sensori di immagine prodotti nello stabilimento di Avezzano. Il processo, sviluppato e messo a punto dal Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economica, permetterà di trattare i reflui industriali mediante un processo chimico e biologico integrato innovativo che eviterà lo smaltimento dei rifiuti prodotti e ridurrà il consumo dei reagenti utilizzati dall’Azienda, con l’obiettivo di massimizzare il riuso dell’acqua all’interno del processo produttivo. In sostanza, la finalità principale del progetto è quella di realizzare un processo industriale sostenibile – la cui sostenibilità ambientale sarà certificata attraverso un’analisi LCA (Life Cycle Assessment valutazione del ciclo di vita), con l’ambizione di replicare la tecnologia adottata in via sperimentale da LFoundry in altre aziende almeno in ambito europeo.

Il progetto è nato da una attività di ricerca commissionata da LFoundry al Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia del nostro Ateneo” sottolinea il Prof. Francesco Vegliò, responsabile di questa prima attività di ricerca “a valle dei positivi risultati ottenuti nell’ambito di uno studio sui reflui industriali”.

Al termine della ricerca è stata pertanto valutata la necessità di passare ad una fase dimostrativa in scala pilota a valle dell’attività svolta in scala laboratorio” afferma l’ing. Fabrizio Marchili di LFoundry e coordinatore del primo progetto di ricerca .

Per il DIIIE e lo spin-off BME sono referenti rispettivamente la Prof. Marina Prisciandaro e il Prof. Francesco Vegliò docenti dell’Ateneo aquilano.. Parteciperà inoltre al progetto, la Prof. Maddalena Del Gallo del Dipartimento MESVA (Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente) dell’Università dell’Aquila.

LIFE BITMAPS rappresenta un esempio di come le attività di collaborazione Università-Impresa, nella ricerca di base e applicata nel settore delle tecnologie ambientali, possano costituire la base per lo sviluppo di iniziative di interesse industriale con importanti ricadute per il territorio di riferimento dell’Università e non solamente. Recentemente la BME, Indeco e l’Università dell’Aquila, hanno costituito un nuovo spin-off universitario, la SWE Srl – Smart Waste Engineering Srl, per lo sviluppo di tecnologie ambientali innovative in collaborazione con ricercatori, assegnisti di ricerca e dottorandi dello stesso DIIIE.

Progetti come LIFE BITMAPS, soprattutto se coordinati da grandi imprese, possono favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali, di start-up innovative, come quella di Smart Waste Engineering Srl, contribuendo ad assicurare l’occupazione di giovani ricercatori e lo sviluppo del territorio.