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Don Chisciotte a ruota libera

Signore mio, forse sarà colpa di questo improvviso caldo, ma la prima decade di luglio è stata tremenda per il grande Hidalgo. Tuoni, fulmini, saette, strali di ogni tipo si sono abbattuti sul grande condottiero. L’arena si è trasformata in un vero e proprio campo pirotecnico, all’interno del quale si sono esibiti i migliori artisti del settore, della maggioranza e della minoranza. Che cosa sta succedendo? Mi sapreste dire qualcosa in più?

Signora mia, non è successo nulla di strano. Ti sembra che Don Chisciotte si sia agitato più del solito? Stanno spogliando la città e neppure se ne accorge. Hanno declassato elegantemente il San Salvatore e non ha mosso una paglia. I nostri pazienti vengono “sparpagliati” per gli ospedali della provincia e, (per adesso e quello che succederà domani non è dato sapere), Don Chisciotte dorme sonni tranquilli. Ti dico, perché si sappia quello che è capitato ad una anziana signora che aveva riportato la rottura del femore. Al pronto soccorso le hanno detto: “Qui non c’è posto per lei. Dovrebbe recarsi a Sulmona o a Castel di Sangro. Scelga!”. Fortunatamente si sono fermati qui. Qualcuno stava per dire: “Vista l’avanzata età potrebbe scegliere una clinica ortopedica di tutto riguardo, dove vengono trapiantate ossa di ogni genere. È sistemata molto in alto, oltre le nuvole”.

Signore, non vorrei credere a quello che mi dite. Comunque, è la verità. Ho avuto anch’io una esperienza del genere. Avrei dovuto sottopormi ad un esame ecografico della parte addominale. Mi reco allo sportello per la prenotazione e il giovane impiegato mi chiede: “E’ urgente?”. Credo di si. Almeno così mi ha detto il medico curante. “Allora deve andare a Tagliacozzo, oppure a Castel di Sangro! Scelga. Se poi vuole effettuare questa prova a L’Aquila, la posso prenotare per la fine di giugno dell’anno prossimo.

Mia cara, vedi le cose oggi funzionano così! Poiché sei sola e non guidi, avresti dovuto aspettare sedici mesi per una semplice ecografia che richiede un tempo di appena quindici minuti. Pensa che in un’ora si potrebbero fare quattro esami. Nella giornata lavorativa di otto, ore se ne potrebbero eseguire 32. In una settimana di 5 giornate lavorative, se ne farebbero 160. In un mese 640 e in un anno ben 7.680 ecografie. Ma, di grazia!!! Ti sembra possibile che circa ottomila persone richiedano una indagine ecografica? Tutte queste faccende, queste strategie assistenziali complesse e tortuose, sfuggono all’attenzione del grande Manager che, sotto l’ala protettiva del grande Hidalgo, va in giro per il territorio, anziché soffermarsi per risolvere a tavolino i disagi e i problemi del cittadino.

Caro Signore, non è giusto. Per sapere di che morte morire, ho dovuto mettere le mani ai risparmi, andare in una struttura privata e pagare in contanti. Però, l’ecografia me l’hanno fatta seduta stante. Forse Don Chisciotte dovrebbe essere più attento e presente. Non ha tutti i torti. I guai non gli mancano. Adesso, dopo il declassamento dell’Ospedale e le operazioni di soppressione di importanti reparti nei nosocomi, il primario della neurochirurgia, un luminare della materia, ha minacciato, giustamente, di abbandonare la nostra città. Qui non potrebbe fare altro che un misero servizio ambulatoriale.

Carissima, secondo me il Prof. Galzio è stato un signore. Al posto suo, mi sarei presentato al Consiglio Comunale e avrei posto in evidenza la totale carenza sulle dovute attenzioni che la compagine del grande Hidalgo non ha mai riservato al settore sanitario. Alla fine avrei chiuso l’intervento cominciando a cantare quella bella e significativa canzone, interpretata magistralmente dal caro Alberto Sordi: “te c’ià mannato mai nessuno a quel paese!” e mi sarei incamminato verso l’uscita.

Signore. È vero che all’Assessore regionale alla Sanità piace molto la carne bianca?

Mia cara, se fossi stata più attenta te ne saresti accorta da diverso tempo e te ne potrai accorgere anche in futuro. “L’incantatore di serpenti”, ogni tanto tira fuori un coniglio dal cilindro per mettere a credere ai contribuenti che tutte le riforme si fanno in nome dell’economia. Salvo, poi, a trasferire le risorse tagliate, sul grande complesso ospedaliero della costa, unico e solo superstite della Regione. Che stia ben attento, però, perché qualche volta potrebbe trovare nel cilindro un velenoso cobra.

Mio caro Signore, dovete convenire che l’attentato a Don Chisciotte è alquanto riprovevole.

Cara la mia vedova, adesso mi fai innervosire. Ma di quale attentato parli? Chi vuoi che “attenti” il grande Hidalgo. Ricorderai benissimo che in matematica i corollari non hanno bisogno di dimostrazione e Don Chisciotte, allentando magistralmente qualche bullone, non tutti, ha voluto affermare che lui viaggia, pensa, opera, progetta e programma a “ruota libera”, senza rendere conto a nessuno. Infatti, adesso che cosa sta progettando. Vorrebbe che L’Aquila diventasse la Trento d’Abruzzo. Sai perché? Vorrebbe realizzare un’altra Provincia Autonoma per avere più risorse economiche, senza le catene al piede dei controllori. Non solo vuole conquistare l’autonomia politica terrena, ma vuole lanciarsi nello spazio con l’alta tecnologia mondiale di rottamazione del materiale elettronico. Prima che tu possa essere proiettata nel cosmo per un viaggio senza ritorno, pensa bene di tornare alla casa del Padre prima possibile. Tieni presente che Don Chisciotte, per salvarsi da ogni attentato, si è costruita una bella, forte e inattaccabile “cupola”, da cui dirige le operazioni di “nomina”, “soppressione”, “inversione di marcia” e le sorti dell’antica città che, ogni giorno di più, “Immota Manet”.

Signore, parto questa mattina stessa. Prima però lasciate che vi raccomandi di salvare le anime innocenti e ben pensati di questa nostra città. E così sia.