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Centro storico accessibile e libero da auto

Un centro storico dell’Aquila accessibile e libero da auto, senza barriere architettoniche, misure concrete per fare tornare a casa  le professioni e i mestieri, modelli europei di città resilienti a cui ispirarsi, la necessità di ricucire l’unicum urbano e storico dell’Aquila e delle sue frazioni.

Tanti gli argomenti affrontati sotto il gazebo di piazza Duomo nel primo incontro del tavolo tematico “L’Aquila centro”, lanciato dall’Urban center dell’Aquila, organismo di partecipazione civica costituito dal Comune, a cui aderiscono già 65 associazioni cittadine e di cui è presidente l’architetto Maurizio Sbaffo.

Tra i partecipanti all’iniziativa, inserita nel programma del primo Festival nazionale della partecipazione, che si svolgerà all’Aquila fino a domenica 10 luglio, a sorpresa anche l’europarlamentare Silvia Costa, presidente della Commissione cultura, e l’ex ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca.

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha colto l’occasione per annunciare l’imminente apertura della scala mobile che collega il parcheggio di Collemaggio a piazza Duomo, ed anche incentivi economici per favorire la riapertura di punti vendita e uffici in centro storico.

A moderare il serrato dibattito Paolo Tella, presidente del Consorzio etico L’Aquila 2009  e socio dell’Urban Center.

Silvia Costa nel suo breve intervento ha ricordato che “a livello europeo il processo della ricostruzione dell’Aquila viene sempre più visto come un laboratorio e un caso di studio, perché la ricostruzione post-sismica di un’intera città di grande valore storico e architettonico rappresenta un caso pressoché unico, e non solo dal punto di vista delle tecniche costruttive”.

Massimo Prosperococco, del Coordinamento associazioni disabili, a  proposito di tecniche costruttive, ha evidenziato che “sono stati ricostruiti edifici senza le necessarie migliorie per eliminare le barriere architettoniche, anzi talvolta accentuandole”, a riprova dei limiti del modello di ricostruzione del “com’era e dov’era”.

La dirigente comunale Chiara Santoro ha illustrato le modalità di partecipazione che stanno portando alla redazione del nuovo Piano regolatore, e di come “il coinvolgimento dei Comitati territoriali di partecipazione stanno elevando la qualità delle scelte, rimuovendo a priori possibili motivi di conflitto”.

Una ragione in più per Fabiana Costanzi, che è presidente del Comitato territoriale di partecipazione L’Aquila centro, per creare una stretta sinergia tra Ctp e Urban center.

Costanzi ha poi indicato come esempio delle potenzialità della partecipazione, la mobilitazione cittadina, che è passata anche attraverso una raccolta firme, che ha fatto si che “sull’area di Porta Barete è ora stato posto un vincolo che consentirà la sua valorizzazione e riqualificazione”. Auspicando che si attivi un coinvolgimento dei cittadini anche per le idee di riqualificazione dell’ex polo ospedaliero psichiatrico di Collemaggio, inserito nel Masterplan per il sud.

“Serve un’identità da conferire alla città – ha aggiunto poi Agostino Del Re, direttore della Cna – un brand, come in una strategia aziendale. E un’identità può essere quella del centro storico vocato all’artigianato di qualità, non solo con tanti punti vendita, ma anche con laboratori dove insegnare mestieri antichi ma con un futuro alle nuove generazioni”.

Il giornalista Salvatore  Santangelo ha evidenziato “il ruolo decisivo per la rinascita economica del centro storico, della creazioni di start up innovative e con i giovani e le nuove tecnologie protagoniste”,  partendo dalla distinzione tra “comunità fragili che si spezzano alle sollecitazioni traumatiche e comunità resilienti che non solo resistono ma fanno il salto di qualità  grazie a tali sollecitazioni”.

Claudio Gnessi ha portato l’esperienza dell’Urban center del quartiere Torpignattara di Roma, di cui è presidente, suggerendo come metodo di lavoro quello di “una partecipazione esercitata su piccoli e concreti temi, in una logica ‘molecolare’, come la vocazione di una strada, la riqualificazione di un parco, la soluzione di un problema o un conflitto ben definito e circoscritto, senza perdersi in discorsi sui massimi sistemi e in visioni strategiche e astratte”.

Maria Rita Acone dell’Archeoclub dell’Aquila, a proposito di idee concrete, ha annunciato che si sta lavorando alla creazione di un’app che faciliti la fruizione di itinerari, da percorrere anche a piedi, che collegano il capoluogo alle sue frazioni, nell’ottica imprescindibile della valorizzazione della “città territorio”, che fa dell’Aquila un unicum urbanistico.

È la volta del sindaco Massimo Cialente, che ha evocato gli esempi di Gemona, cittadina friulana ricostruita dopo il sisma del Friuli del 1976, che “oggi è si bellissima, ma vuota, quasi una scenografia”, e l’esempio di città europee che sono state pedonalizzate e liberate dalle automobili,  perché sottolinea il sindaco, “non ha senso ricostruire, come stiamo facendo, piazze e strade che saranno di una bellezza straordinaria, e poi riempirle di nuovo di latta e smog”.

Da qui “la necessità di creare parcheggi di pertinenza per i residenti, sistemi di bus navette che collegano il centro con i parcheggi che “stanno nascendo e che andranno moltiplicati tutto intorno al centro”.

Cialente ha dunque annunciato come detto  la riapertura della scala mobile del parcheggio coperto di Collemaggio, e misure per incentivare l’insediamento di attività economiche in centro, ed anche bonus economici per l’acquisto di biciclette con la pedalata assistita.

Tira le conclusioni Paolo Tella, coordinatore del tavolo.

“In questa prima giornata – spiega Tella – abbiamo individuato gli assi portanti di un ragionamento che dovrà ora proseguire, perché il tavolo ‘L’Aquila centro’ sarà un luogo di elaborazione progettuale permanente, che avrà il compito di raccogliere tute le proposte delle associazioni culturali e di categoria, e di trasformarle in proposta politica, al fine di creare l’auspicata sinergia che possa far rivivere i nostri centri storici, non solo quello dell’Aquila città, ma anche delle sue frazioni e dei comuni del territorio”, conclude il coordinatore.