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Boom tasse: su del 3,3% in un anno

“L’Abruzzo è una regione facile e veloce? Sì ad aumentare le tasse. E’ quanto certifica un articolo pubblicato oggi dal Sole 24 Ore che, sulla base dei dati forniti da Banca d’Italia, conferma come l’Abruzzo  sia una delle regioni italiane dove si registra il più pesante aumento di tasse e tributi locali: tra il 2014 e il 2015 c’è stato un incremento del 3,3%. Questo ulteriore dato certifica e fotografa il fallimento del Governo D’Alfonso e di tutti i grandi obiettivi sbandierati in campagna elettorale e sopratutto in questi 2 anni”. E’ quanto dichiarano il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che spiegano come “la pressione fiscale sia passata dai 1.900 euro del 2014 ai 1.963 del 2015. Si stratta di cifre impietose a dispetto delle promesse rifilate agli abruzzesi: non c’è stato nessun passo in avanti, né in termini occupazione né di crescita economica. Purtroppo ad aumentare sono i disoccupati con l’Abruzzo in controtendenza rispetto al contesto nazionale; a rendere ancora più disastroso il quadro ci sono anche i dati delle presenze turistiche in questa stagione estiva che registrano un -40%, così come purtroppo diminuiscono per cessazione il numero delle aziende commerciali e artigianali e per la prima volta, dopo molti anni, delle aziende agricole iscritte alle Camere di Commercio. L’export è tenuto in positivo solo grazie all’automotive e all’agroalimentare ma in controtendenza sui dati nazionali che viaggiano a due cifre mentre l’Abruzzo a una sola.  Tutto questo mentre D’Alfonso prosegue imperterrito nella sua strategia delle chiacchiere, degli eventi auto celebrativi, della propaganda e delle feste. Un contesto nel quale assistiamo ormai quotidianamente all’esaltazione del nulla e si continuano a promettere milioni e milioni euro da dispensare, solo sulla carta, attraverso il Masterplan che è diventato il simbolo della strategia politica dalfonsiana. Di fondi concreti a disposizione e da impegnare però a oggi ci sono quelli lasciati “colpevolmente” dalla Giunta Chiodi. Dopo due anni di governo del centrosinistra invece – concludono Febbo e Sospiri – programmi e grandi progetti non trovano nessuna attuazione mentre gli abruzzesi, stanchi di chiacchiere e tasse, stanno ancora aspettando delle risposte. Inutile nuovamente risollevare la mancata progettualità sulla nuova programmazione europea 2014-2020 dove siamo in ultima posizione per numero di bandi emessi e impegni di spesa”.