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San Salvatore… chiuso per ferie

di Roberta Galeotti

Arrivano le ferie estive e l’emergenza infermieri tra le corsie dell’ospedale San Salvatore si fa più seria che mai.
“La carenza di personale, dovuta al taglio della spesa sanitaria, – denunciano al Capoluogo Antonio Santilli, segretario provinciale del sindacato Nursind, e Chaled Milhem, segretario aziendale, – obbliga gli infermieri a dei turni di lavoro serrati, che in alcuni casi raggiungono anche i 14 giorni di lavoro consecutivi senza riposo, giorno smontante a parte”. Il numero esiguo di professionisti si sta ripercuotendo sul piano ferie, così che chi aveva in programma di partire all’inizio di luglio è stato costretto a rimandare e a stringere i denti.
Il numero di infermieri in servizio presso il nosocomio aquilano è commisurato al numero di pazienti/posti letto che ogni reparto può ospitare, ma il conteggio amministrativo, deciso a tavolino dai burocrati, non tiene conto delle complessità delle situazioni specifiche, che in gergo si chiama indice MAPO, movimentazione e assistenza dei pazienti ospedalizzati, cioè l’indice sintetico della valutazione del rischio nella movimentazione manuale dei pazienti.
L’indice MAPO è quello che dovrebbe valutare la differenza di necessità tra un paziente trapiantato, uno oncologico o uno dell’Utic, con un paziente di dermatologia o chirurgia generale, ad esempio.
La situazione di forte stress di questa categoria è nota al direttivo Asl e al nuovo manager Tordera.
In corsia, inoltre, la carenza del personale OSS (operatori socio sanitari, ndr) costringe gli infermieri ad occuparsi  di “mansioni che non dovrebbero svolgere – spiega Chaled Milhem, che ha voluto evidenziare la delicata situazione dell’ospedale aquilano “prima che succeda qualcosa di irreparabile. I turni sfiancanti cui siamo sottoposti espongono a dei rischi sia i pazienti che gli infermieri stessi, oltre a rendere insostenibile la situazione professionale”.
“Al momento del suo insediamento, Rinaldo Tordera, neo manager della Asl1, ha trovato decine e decine di diffide da parte del sindacato Nursind sulla sua scrivania – ha concluso Chaled -. Dopo un incontro con i rappresentanti del nostro sindacato, nessun provvedimento è stato ancora preso per ovviare alla carenza di personale; di conseguenza il servizio offerto ai pazienti non può essere completo e l’atmosfera che si respira nei reparti si fa spesso nervosa e pesante”.