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Amiternum tra scavi, strade e antenne

Si parlerà più frequentemente del sito archeologico di Amiternum nei prossimi mesi, perché oltre agli scavi guidati da Fabio Redi, ordinario di archeologia medievale presso l’ateneo aquilano, che hanno già portato ad importanti scoperte, ora sono sul piede di guerra gli abitanti di San Vittorino, frazione dell’Aquila più prossima all’area di grande valore storico. Andiamo per ordine.

GLI SCAVI – Ad Amiternum gli scavi proseguono da cinque anni ed hanno già portato i loro frutti, tanto da rischiare di dover riscrivere la storia della città che diede i natali a Sallustio. Che cosa è emerso recentemente?

Archeologia, nuove scoperte ad Amiternum

Anzitutto i resti di un’antica cattedrale, edificata nel V secolo dopo Cristo e poi rimaneggiata a più riprese, nel VI e nel VII secolo, con strutture murarie imponenti, pregevoli elementi decorativi in pietra, in parte riconducibili agli arredi liturgici, e resti di pavimentazione a mosaico. Nelle immediate vicinanze della cattedrale sono ancora visibili, inoltre, le fornaci per la fusione delle campane e gli impianti dei laboratori artigianali legati al cantiere. Molto interessante anche la presenza, contiguamente ai resti altomedievali, di una domus romana, datata al I secolo dopo Cristo e abitata fino al IV, che ha restituito lacerti di affreschi.

Un patrimonio eccezionale, inserito in un’area che, certamente, molto avrebbe ancora da “raccontare”, data la vicinanza all’anfiteatro e al teatro di epoca romana, nella quale, come ha spiegato il professor Redi, l’Università di Basilea ha rinvenuto l’antica via consolare e il basamento di un tempio a seguito di una campagna di scavo.

A febbraio, quando dal Comune dell’Aquila arrivò la notizia di un finanziamento annuale per continuare gli scavi, Redi disse: “Mi aspetto molto dai prossimi scavi, con l’investimento del Comune si potrà fare una programmazione e far intervenire anche altre università oltre quella locale. Intorno alla cattedrale c’è tutta una città da scoprire. Una piccola Pompei fatta di fasi di trasformazione”.

E infatti oggi gli studenti italiani sul campo sono affiancati da giovani archeologi stranieri, soprattutto spagnoli.

LA VIABILITA’ – Sempre a febbraio, otto associazioni cittadine (Archeoclub d’Italia sede dell’Aquila, Associazione Culturale di Rievocazione Storica “Compagnia Rosso d’Aquila”, Associazione Panta Rei di Promozione Sociale L’Aquila, Circolo Legambiente Abruzzo beni culturali, Fondo Ambiente Italiano Delegazione dell’Aquila, Gruppo Aquilano di Azione Civica “Jemo ‘nnanzi”, Italia Nostra onlus Sezione dell’Aquila, Pro Natura L’Aquila) denunciarono un progetto dell’Anas che vorrebbe collegare la rotonda costruita nei pressi di San Vittorino in occasione del G8 del 2009 con la località Cermone, transitando su terreni agricoli posti a ridosso del teatro romano e del mausoleo dove è stato ritrovato il bisellio amiternino, conservato oggi ai Musei capitolini.

“Questa strada non si farà più – assicurò il sindaco Cialente – è troppo vicina all’area archeologica. Si interverrà in altro modo, sulla strada che parte dalla rotatoria di San Vittorino e passa a nord del teatro. Mentre la strada che ora divide teatro da anfiteatro diventerà ciclabile e pedonale, in questo modo l’area non sarà più separata”.

Eppure l’Associazione Culturale San Vittorino Amiterno si dice ancora preoccupata per quella che in una nota definisce “l’imposizione di una variante della S.S.80 che andrà a distruggere intere zone verdi il tutto a ridosso del teatro romano di Amiternum”.

L’ANTENNA – Nello stesso comunicato, il presidente dell’associazione, Gianfranco Cococcia, raccoglie la preoccupazione degli abitanti di San Vittorino che, in modo fortuito, sono venuti a conoscenza della richiesta della compagnia telefonica Vodafone riguardante l’installazione di un impianto alto 8 metri a ridosso del Castello Normanno sito sulla sommità della collina, a pochissimi metri dalle abitazioni.

“Tale antenna, considerata la conformazione del territorio, dal punto di vista paesaggistico rappresenterebbe uno scempio enorme, oltre alla riprova che la frazione è nei pensieri degli amministratori solo per soddisfare qualche interesse privatistico, in questo caso di operatori di telefonia” continua la nota.

“Di fatto la richiesta di costruzione dell’impianto di telefonia mobile insiste su un serbatoio idrico della Gran Sasso Acqua, azienda che ricordiamo essere a partecipazione totalmente pubblica, per giunta su una particella su cui insiste un uso civico e un vincolo della soprintendenza.

Nel 2003, per i medesimi motivi/vincoli sopra esposti e tutti documentabili, furono bloccati i lavori per l’ installazione di un’antenna dell’operatore telefonico Wind” conclude Cococcia.

VASCHE DI LAMINAZIONE – Negli ultimi anni numerose sono state le segnalazioni dei cittadini relative a una potenziale minaccia dell’ integrità dell’area archeologica, a causa di un progetto per la realizzazione di vasche di laminazione a contenimento delle acque fluviali in caso di esondazione. Progetto che sarebbe dovuto partire entro Giugno ma che sembrerebbe al momento essersi arenato, a causa della recente scomparsa di Adriano Goio, commissario per il risanamento del bacino Aterno – Pescara, tra i principali sostenitori dell’opera.